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MPS sull’otto volante, soluzione lontana: cavaliere bianco o spezzatino? Economia

Siena – Dopo  un mercoledì nero, in cui i titoli sono stati ancora una volta massacrati, MPS è riuscita oggi a recuperare terreno tornando a quota 57 centesimi ad azione grazie a un balzo del 4,4% dopo il tonfo del 6,67% di ieri. Un crollo che ha nuovamente messo in allarme il Governo, sicuramente preoccupato sulle possibili ripercussioni negative nei sondaggi  di un mancato arresto dello scivolone della banca senese.

Alla ripresa dell’istituto di Rocca Salimbeni, che  s’inserisce in una accalmia generale di cui hanno beneficiato i titoli bancari , hanno sicuramente contribuito le rassicuranti dichiarazioni dell’amministratore delegato Fabrizio Viola. In un’intervista al Sole24 ore ha ribadito la solidità della banca che ha un patrimonio netto di 10 miliardi a fronte dell’attuale valore di marcato che si aggira attorno a 1,7 miliardi.

“Il valore del titolo va monitorato ma non è determinante” ha anche dichiarato Viola nel tentativo di calmare le acque. I mercati sono anche in attesa della conference call , prevista domani sera a borsa chiusa, da cui gli analisti si attendono qualche indicazioni sul futuro della banca che ormai è nell’occhio del ciclone da tempo e ha bruciato i miliardi raccolti con due ravvicinati aumenti di capitale che hanno fatto entrare nelle sue casse  miliardi di euro. Due operazioni dettate dall’esigenza di risanare i conti della banca in vista di un’aggregazione con un’altra banca.

In questi mesi però nessun cavaliere bianco si è fatto avanti, nonostante le nozze di MPS fossero caldeggiate dal governo favorevole a un risiko del sistema bancario.  Ancora nei giorni scorsi il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha ribadito che  non esiste alcuna pregiudiziale sulla nazionalità  degli eventuali contendenti. In un’audizione al Copasir il ministro ha rassicurato  i parlamentari che in linea generale l’ingresso di banche straniere non costituirebbe un pericolo. Anche la Banca d’Italia non vede come una minaccia lo sbarco a Siena di un cavaliere che venga da oltreconfine. Tesoro e banca centrale sono convinti infatti che le peripezie di MPS vanno risolte al più presto anche per mettere uno stop alle pressioni del mercato sul sistema bancario italiano

Tra i papabili più accreditati nel corso degli ultimi mesi vi è UBI banca che però, prima di farsi avanti ,vuole garanzie  pubbliche a fronte dei 40 miliardi di crediti deteriorati che gravano sulla banca senese. Fonti bancarie citate dal Wall Street Italia affermano che le soluzioni francesi studiate per Siena, valide sul piano industriale, sono state scartate dalle banche interessate e cioè BNP Paribas e Credit Agricole. Anche la spagnola Santander, il cui nome riappare periodicamente come possibile contendente, ha fatto sapere di non voler scendere in campo. Cosi come è sfumata l’ipotesi Poste.

Il WSI  ritiene invece che un salvagente potrebbe essere lanciato dalla Cassa Depositi e Prestiti che partendo dal 4% detenuto dal Tesoro, potrebbe entrare nell’azionariato di MPS, complici due ex prodiani, Massimo Tononi, presidente della banca senese, e Claudio Costamagna che è a capo della Cassa. A legare i due a Prodi, rileva WSI, sarebbe la banca d’affari americana Goldman Sachs.

Questa ipotesi comunque non sarebbe “agevole” per MPS. Rimane sempre in vita lo spettro di uno spezzatino, una soluzione  assai difficile da accettare per i senesi cos’i come un possibile spostamento da Siena della sede centrale di una possibile futura aggregazione. Secondo La stampa, potrebbe concretizzarsi uno spacchettamento degli sportelli dell’ex Banca Antonveneta e della ex Banca Agricola Mantovana che sarebbero geograficamente vicini a UBI banca che potrebbe acquisrare la rete senza accolarsi le sofferenze che fanno in maggioranza a capo a Siena.

Intanto la banca, dopo trimestri di perdite, è riuscita a chiudere il 2015 con utile di 390 milioni, il primo profitto dopo 5 anni

 

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