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Mps va allo scontro con la Fondazione Economia

Delibera del cda del Monte dei Paschi, presa a maggioranza: alla prossima assemblea straordinaria dei soci (prima convocazione, 27 dicembre) verrà richiesta la ricapitalizzazione dell'istituto in modo da rimborsare i Monti bond e chiudere tutta l'operazione entro i rimi tre mesi dell'anno che verrà.
Una ricapitalizzazione che avrebbe la conseguenza di far sparire l'ente (attualmente primo azionista col 37,5%) dalla mappa dei soci, non avendo fiato per seguire la ricapitalizzazione decisa dal cda bancario.

Stamattina si tiene dunque una delle sedute più drammatiche della Fondazione, riunita in fretta e furia dal presidente Mansi che ha convocato la Deputazione amministratrice, cui spetta fare il punto della situazione: la Fondazione infatti dovrà prendere la decisione su la partecipazione o meno all'assemblea, e se votare a favore o contro la ricapitalizzazione. Una via di “fuga”, secondo alcuni osservatori, potrebbe consistere nel vendere i diritti sull'aumento e rimborsare la parte di debito ancora esistente con le banche creditrici.

Sempre oggi, inoltre, è atteso il via libera della commissione Ue al salvataggio, che dovrebbe costare a Mps, fra le altre cose, anche la cessione della filiale belga della banca. E, a proposito dell' “aiuto” europeo, Mps ricorda che l'aumento di capitale è compreso nel piano di ristrutturazione 2013-2017 individuato dalla dirigenza, i cui dettagli verranno resi noti “dopo l'approvazione” da parte di Bruxelles.

Non ci sta però il sindaco di Siena, Bruno Valentini, che grida al “colpo di stato” interno e accusa il board della banca di volere trovare una soluzione solo finanziaria “per la quale si uccide il ruolo di guida responsabile ed equilibrata da parte della Fondazione”. In aggiunta, le tensioni che arrivano dalla Borsa, dove il titolo ieri ha subito una delle sue giornate peggiori, arrivando a perdite di quasi il 10%.

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