energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

MPS: via all’operazione anti-statalizzazione, mercati scettici Economia

Siena – E’ partita tutta in salita la settimana in cui dovrebbe risolversi il futuro di MPS, che da oggi tenta la sua ultima carta sul mercato per evitare che a salvare la banca debba intervenire lo stato. I titoli del più antico istituto bancario del mondo hanno infatti lasciato sul terreno l’11,03% a 18,62 euro a indicare quanto le operazioni in campo per rafforzarne il patrimonio siano accolte con un certo scetticismo di mercati.

Oggi è ufficialmente partito l’aumento di capitale da 5 miliardi, operazione ritenuta indispensabile per far fronte alle perdite legate alla cessione della montagna di 27,7 miliardi di euro di sofferenze che, secondo la tabella di marcia della BCE, deve avvenire entro la fine dell’anno. La ricapitalizzazione si concluderà mercoledì 21 per il pubblico retail e il giorno dopo per gli investitori istituzionali.

Il prezzo delle nuove azioni sarà fissato al termine dell’offerta sulla base della domanda in una forchetta che va da un euro a 24,9 euro.  La banca ha riaperto anche la conversione dei bond subordinati ai 42.000 piccoli risparmiatori che nel 2008 avevano investito 2,1 miliardi in obbligazioni interamente collocato allo sportello presso i piccoli clienti della banca.

Una prima conversione in azioni di obbligazioni subordinate destinate agli investitori aveva permesso di raccogliere un miliardo. Con questa seconda tranche, che ha dovuto ottenere il via libera della Consob, spera di ridurre di almeno un altro miliardo e mezzo il suo fabbisogno di capitale. Tra il miliardo e  l’1,3 miliardi dovrebbe essere poi collocato dal consorzio di banche guidate da JP Morgan e Mediobanche  che però hanno messo le mani avanti precisando che il placement agreement  sia negoziato e eventualmente sottoscritto solo  in base al loro “apprezzamento” dell’esito dell’offerta.

Alla finestra, in attesa degli sviluppi,  stanno anche eventuali grandi investitori come il fondo sovrano del Qatar da cui MPS spera arrivi un miliardo. Sembrerebbe invece  tramontata l’ipotesi che il Tesoro, azionista al 4% della banca, possa partecipare con 700-800 milioni di euro. Secondo gli ultimi calcoli non potrebbe contribuire al di là dei 200 milioni . Segnali non confortanti sono venuti anche dalla Germania dove un consigliere della cancelliera Angela Merkel, Christoph Schmidt , ha dichiarato che, secondo le regole concordate,  a soccorrere la banca non dovrebbero essere i contribuenti ma i creditori della banca. “Tutto bene, tutto procede come il previsto,” ha però rassicurato il presidente di MPS Alessandro Falciai al termine di un cda a Milano.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »