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Muccino: Casta anche nel mondo del cinema Spettacoli

Un Gabriele Muccino a tutto tondo, quello che si sfoga parlando del suo nuovo film “Palyng the field”, del quale ha appena finito le riprese in America, ma soprattutto dichiarando che esiste una casta anche nel cinema. "E' notorio e visibile. Ci sono autori vecchi e nuovi come Garrone e Sorrentino, che meritano quello che hanno; poi c’è una casta di registi polverosi che occupano militarmente il posto da sempre e si sentono investiti non si sa da chi del potere”. Poi anticipa qualcosa del suo film: “E’ la mia prima vera commedia in assoluto. Un film che parla di amore, ma con leggerezza e la possibilità di far sorridere come nessun altro mio film ha avuto”, spiega il regista. La pellicola annovera un cast stellare, che vede tra gli attori: Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones, Jessica Biel, Judy Greer e Gerard Butler. Muccino poi dice che non vivrebbe mai in America, spiegando: “E’ faticosa, il regista lì è uno strumento, un impiegato che spesso deve consegnare un prodotto concepito dagli Studios”. E aggiunge: “Mi manca l’Italia, il modo di pensare, anche i nostri difetti enormi, o la bellezza delle cose belle”. E sul successo dei suoi film, che va al di là delle rassegne internazionali che difficilmente li inseriscono in concorso, Muccino commenta: “I festival mi ritengono troppo commerciale per essere preso sul serio. Per i due con Will Smith fu la Columbia a non volere andare ai festival. Il fatto che io non sia mai stato invitato in giuria a Venezia, dove ho visto chiunque, è sintomatico nel dire che non sono simpatico. L’ho accettato, vado avanti con storie a modo mio. Ho avuto molte soddisfazioni”. E in conclusione, il regista sentenzia: “Meglio che il tuo film venga visto e ricordato, si può vincere a Cannes ed essere dimenticati il giorno dopo”.

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