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Multiutility, 14 sindaci dell’Empolese-Valdelsa si mettono di traverso Breaking news, Economia

Firenze – Inciampa di nuovo, la costituzione della Multiutility toscana; questa volta, dopo le perplessità di alcuni comuni dell’hinterland fiorentino (Sesto e Vaglia in primis), sono i 14 sindaci dell’Empolese Valdelsa, ovvero i primi cittadini di Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Lamporecchio, Larciano, Massa e Cozzile, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli e Vinci.  Il motivo, l’asimmetria nell’adozione degli atti sul tema da parte degli stessi Comuni rispetto ad altri enti comunali. “Dobbiamo con rammarico registrare che soltanto nei nostri Comuni si è arrivati all’adozione di atti pienamente rispondenti alle intese raggiunte a livello istituzionale, mentre in altri consigli comunali sono state finora approvate delibere che da essi si differenziano in punti decisivi”, precisano i 14 comuni in una dichiarazione congiunta. Conseguentemente, “finché l’asimmetria sussiste, procedere allo scioglimento di Publiservizi, che contiene il patrimonio storico del nostro territorio sui servizi pubblici locali, ci risulta impossibile”.

La questione, per i 14 comuni, è dirimente: “È del tutto evidente che l’eliminazione di tale fondamentale discrepanza – si spiega – è condizione imprescindibile per andare avanti nel processo aggregativo nel quale abbiamo riposto e continuiamo a riporre ampie e radicate speranze. È giocoforza constatare che il permanere di questa asimmetria nelle manifestazioni di volontà dei consigli comunali genera pesanti e ineludibili incognite”.

“La nostra volontà politica e amministrativa l’abbiamo espressa con una chiarezza cristallina nelle nostre delibere comunali – spiegano i sindaci dell’Empolese-Valdelsa – e non avremo problemi a ribadirla in nessun momento, ritenendo più valide che mai le finalità di interesse pubblico da cui ha preso le mosse l’intero progetto Multiutility. Ribadendo di ritenere più valide che mai le finalità di interesse pubblico da cui ha preso le mosse l’intero progetto Multiutility, riteniamo indispensabile, prima di assumere decisioni non reversibili, verificare che le predette difformità, e le corpose incertezze formali e sostanziali che da tali difformità direttamente discendono, siano superate. Fare bene non è solo più importante di fare presto; in questo caso, è una condizione imprescindibile”.

Sulla questione Multiutility, attacca anche il gruppo comunale fiorentino di Sinistra Progetto Comune con Dmitrij Palagi e Antonella Bundu che, insieme con Beatrice Cioni e Leonardo Masi di Buongiorno Empoli, richiamandosi al fatto che “molti soci pubblici di Publiservizi hanno dichiarato pubblicamente la volontà di bloccare tutto per la difformità di quanto si sta votando nei vari consigli comunali”, dichiarano:  “Quanto abbiamo sempre detto si conferma vero: c’è un disegno di poche figure di potere, con il Comune di Firenze ed i vertici aziendali di ALIA e Consiag che sembrano contare più della cittadinanza, imponendo cronoprogrammi incompatibili con processi realmente democratici. Chiediamo la centralità dei Consigli comunali – concludono Palagi, Bundu, Cioni e Masi – e una centralità degli uffici pubblici, rispetto a quelli delle partecipate. Nel 2023 evitiamo che una “svolta storica” sia un disastro per i nostri servizi e una figuraccia per le istituzioni”.

Primi passi Multiutility, foto di repertorio

 

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