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Multiutility, l’Osservatorio Ambiente di Prato chiede un referendum Notizie dalla toscana

Prato – Sulla probabile quotazione in Borsa della Multiutility Toscana a fine luglio uscì un importante documento della Direzione Provinciale del Pd di Prato che pur rilevando un importante studio di diverse formule di finanziamento per la nuova holding tuttavia non scartava  la scelta relativa a una possibile quotazione in Borsa anche se molto dibattuta soprattutto in collegamento alla gestione dell’acqua pubblica. E su questa soluzione il Pd di Prato si dichiarava favorevole a queste condizioni:

l’offerta pubblica iniziale sul mercato regolamentato deve avvenire nei tempi adeguati e nelle migliori condizioni;deve essere di interesse primario l’ingresso di Estra, che può rappresentare il vero valore aggiunto della società;la percentuale di proprietà pubblica delle azioni non dovrà essere inferiore al 51% e i Comuni soci dovranno essere vincolati a vendere le loro quote solo ad altri Comuni;

un solo socio privato non potrà avere più del 5% delle azioni; siano favoriti sistemi di azionariato rivolto alla cittadinanza, alle lavoratrici e ai lavoratori delle società e alle realtà sociali del territorio;governance e gestione operativa dovranno essere di controllo pubblico, con una formula che garantisca ai Comuni la scelta delle figure apicali della società, come Presidente e Amministratore/trice Delegato/a, e la maggioranza del cda; sia stabilita, attraverso gli strumenti più opportuni, una consistente quota di utili da destinare agli investimenti.

Ora l’Osservatorio Ambientale di Prato nato dalla condivisione del dossier ‘Prato nell’emergenza climatica’ ha chiesto oggi proprio in virtù della collocazione in Borsa dei servizi pubblici, che le amministrazioni comunali interessate dal processo di costituzione della Multitutility, “si confrontino pubblicamente con la cittadinanza, prima di metterla di fronte al fatto compiuto, anche mediante l’istituto del referendum consultivo previsto dal regolamento comunale”.

L’Osservatorio chiede cioè un “referendum civico” sulla Multiutility  Toscana, perchè hanno rilevato che “In Toscana i Comuni di Firenze, Prato e Empoli si sono già accordati per collocare in Borsa i servizi pubblici, anche quelli prestati in regime di monopolio naturale, tradendo la volontà popolare espressa nel referendum del 2011 sulla ripubblicizzazione del servizio idrico”.
E continua la nota,-Facendo riferimento al Testo Unico n. 175/2016 in materia di società a partecipazione pubblica, gli enti locali sottopongono lo schema di atto deliberativo a forme di consultazione pubblica. Questa disposizione di legge non sembra sia stata presa in considerazione, anzi c’è stata la volontà di tenere nascosto il più possibile questo argomento, presentandolo ora ai media come una decisione già presa e irreversibile. I cittadini hanno già ampiamente sperimentato la gestione dei servizi pubblici affidata a società di capitali, controllate da varie Amministrazioni Comunali, e quindi sono consapevoli che la gestione privatistica di queste società mira al raggiungimento del maggior risultato economico con la massimizzazione dei profitti e non al miglioramento del servizio a costi”.

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