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Muore Paolo Poli, la sua genialità rimane Cultura

Firenze – Muore sulla soglia degli 87 anni Paolo Poli,  attore, fiorentino, protagonista indiscusso dell’arte del teatro. Si è spento ieri a Roma, dopo un periodo di malattia. “Addio Paolo Poli, la sua vita e la sua opera di artista libero e geniale sono un dono di amore per Firenze e per la cultura italiana”. con queste parole, ieri lo ha salutto il sindaco di Firenze Dario Nardella, ricordando anche la sua ultima comparsa in pubblico in un teatro, il Niccolini, che, riaperto dopo 20 anni, aveva avuto lo straordinario onore di diventare la cornice della sua ultima, indimenticabile rappresentazione. Rappresentazione della sua stessa, ironica, libera, colta, brillante esistenza.

Nato nel 1928 a Firenze, laureato in letteratura francese, Paolo Poli è stato un maestro per un’arte teatrale che si pone tra varietà e comicità intelligente, giocosa, provocatoria che si rivela al meglio nei testi onirici surreali da lui amati. Maestro dello sberleffo rapido e fulminante, la presenza di una solida cultura ne ha sempre evitato la caduta nel cattivo gusto. Un divertimento fine quello portato sulle scene dal grande maestro, neppure scevro da una sotterranea malinconia di origine esistenziale. 

Ricordiamo in sintesi le tappe fondamentali della sua carriera, dagli esordi in piccoli teatri, come “La borsa di Arlecchino” di Genova, negli anni Sessanta approda alla Rai con lo sceneggiato “I tre moschettieri” e Canzonissima. Fra i lavori più noti in cui è regista e protagonista, “Aldino mi cali un filino” e quella “Rita da Cascia”, che scatenò non solo una ridda di polemiche ma ebbe anche lo strascico di una interrogazione parlamentare. Senza dimenticare un’opera che resta esemplare della sua carriera, “La Nemica” di Niccodemi, in cui, nella scatenata e isterica italica mamma Duchessa si avverte tutta la critica corrosiva a quel pezzo d’Italia perbenista e borghese che lasciò prendere il potere al fascismo. Il funerale si terrà a Firenze.

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