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Museo Bartali al Comune, ora ci vuole un progetto di rilancio Sport

Firenze – Il Museo del ciclismo Gino Bartali a Ponte a Ema da oggi giovedi è gestito direttamente dal Comune di Firenze. Il passaggio delle consegne è avvenuto stamani nella sala ricevimenti del museo.

 Andrea Vannucci, assessore allo sport di Palazzo Vecchio, ed Andrea Bresci, presidente dell’Associazione Amici del Museo – ente che cede la gestione – hanno firmato un documento nel quale si dichiara che il Comune di Firenze assume in prima persona la gestione del museo con la formula del “comodato d’uso gratuito per tre anni”. C’è stata anche la consegna sia di una copia dell’inventario del numeroso materiale esistente, che delle chiavi di tutti i diversi settori del museo.

Con l’assessore Vannucci erano presenti due funzionari amministrativi di Palazzo Vecchio; con Bresci i consiglieri Marcello Santini e Gabriella Massini. L’assessore allo sport si è complimentato con i gestori uscenti per l’ottimo lavoro svolto. In pratica l’Associazione Amici del Museo ha condotto l’ente, tra mille problemi e senza contributi, dal 1 aprile 2006 giorno dell’inaugurazione fino ad oggi, anche se nel 2011 Palazzo Vecchio decise di declassare l”Associazione” da gestore a custode (decisione però rimasta sempre lettera morta).

Quello di stamani è un evento molto importante per quanto riguarda il futuro del museo che fino a questo momento non è riuscito a decollare. Il Comune di Firenze che detiene il 65% delle azioni – il resto diviso tra Comune di Bagno a Ripoli e Provincia di Firenze – ha deciso di affidare la gestione all’assessorato della cultura che metterà a disposizione del museo un paio (o tre) impiegati.

Se questa decisione però non sarà supportata da un progetto di grande rilancio accompagnato dalle necessarie risorse, il museo non avrà un futuro. Continuerà a vivacchiare nell’ombra senza alcuna prospettiva fino a quando arriverà il giorno in cui chiuderà definitivamente i battenti.

Nell’accordo c’è anche scritto che l’Associazione Amici del Museo continuerà a disporre di due stanze all’interno del museo, ma dovrà rendersi disponibile, se richiesto, a collaborare con i nuovi gestori allo scopo di illustrare i cimeli a gruppi numerosi di visitatori i cimeli.

Ma l’”Associazione” resterà in vita anche perché nel 2017 sarà convocata dal tribunale di Firenze in quando parte in causa rispetto al ricorso contro l”Associazione” presentato da Andrea Bartali che reclama i cimeli personali del padre. Il processo civile in prima istanza ha rigettato quella richiesta decidendo che tutti i cimeli del museo sono di proprietà dell’Associazione Amici del Museo. Ma  Andrea Bartali non si è arreso ed ha inoltrato ricorso avverso a quel verdetto, ricorso che sarà discusso, appunto, nel 2017.

Informato del cambio di gestione, Andrea Bartali si è dichiarato contento della novità, ma ha anche confermato che non ritirerà il ricorso che verrà appunto discusso in seconda istanza.

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