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Museo Bartali: gli Amici sostengono la proposta Nardella Sport

Firenze – Si è tenuta ieri sera venerdì l’assemblea straordinaria dei soci dell’Associazione Amici del museo di ciclismo “Gino Bartali” di Ponte a Ema. Tema in discussione individuare quale potrà essere l’assetto futuro della gestione del museo inaugurato nel 2006.  Questi primi otto anni di vita gestiti sempre dai volontari dell’Associazione Amici del museo sono stati tribolati, senza aiuti, né finanziamenti (per un periodo il museo fu addirittura chiuso). Ora è arrivato il momento di prendere una decisine definitiva : rilanciare la struttura, oppure chiudere definitivamente i battenti.  Su questo tema ieri sera lunga ed approfondita discussione dei soci dell’Associazione Amici del museo che alla fine hanno deciso di sostenere la proposta avanzata un paio di anni fa da Dario Nardella.

L’attuale sindaco di Firenze suggerì di varare una società di gestione formata dai rappresentanti della proprietà dell’immobile – Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli e Provincia di Firenze – del Coni, della Federazione ciclistica italiana, dell’Associazione Amici del museo, di eventuali altre società sportive, più qualche piccolo sponsor.

Questa decisione illustrata in un documento scritto sarà portata la prossima settimana all’esame di Palazzo Vecchio – proprietario del 65% delle azioni del museo – da una commissione formata dai soci Luigi Caforio, Maurizio Bresci e Marco Paoletti.

Se dovesse fallire questa proposta non è esclusa la chiusura definitiva del museo che ai fiorentini è costato due miliardi e mezzo di lire. E sparirebbe, pure, un soggetto del patrimonio culturale della città.

Questa l’attuale dotazione del museo : 114 biciclette di ogni epoca; scarpini, borracce ed altri accessori della bicicletta usati nei diversi periodi storici; una biblioteca con 930 volumi; centinaia di pubblicazioni sportive; 760 foto storiche; 246 maglie di corridori di tutti i tempi; un migliaio di videocassette; una banca dati su corridori e gare e la storia di 34 mila ciclisti; una videoteca; trofei e biciclette di Gino Bartali, Gastone Nencini e Franco Ballerini.

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