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Museo San Marco, Beato Angelico patrono degli artisti‏ Cultura

Firenze – “Angelico et vezoso et divoto et ornato molto con grandissima facilità” con questa frase Cristoforo Landino nel 1481 sintetizza l’arte e la personalità, la spiritualità e l’eleganza formale di Frà Giovanni da Fiesole ben più conosciuto con l’appellativo dell’Angelico, nato nel Mugello nei pressi di Vicchio prima del 1400 e considerato uno dei padri del Rinascimento fiorentino, beatificato dalla Chiesa nel 1982 e riconosciuto quale  Patrono degli artisti. Ed è stato proprio in occasione della Festa del Beato Angelico che sabato scorso al  Museo S. Marco, che ha riaperto al pubblico la Biblioteca di Michelozzo  dopo il rifacimento della pavimentazione  e l’adeguamento degli impianti, si è svolta una cerimonia alla quale erano presenti la Soprintendente Alessandra Marino, la direttrice del Museo Magnolia Scudieri, padre Michael Dunleavy  e il coro della Schola Cantorum che ha presentato “Sounds in the Silence”. Le note dei canti della liturgia domenicana hanno risuonato nei luoghi che ancora conservano i corali miniati da Zanobi Strozzi, l’allievo prediletto dall’Angelico e che sono esposti al pubblico protetti da teche,  in mostra sempre protetto da una teca anche l’edizione in facsimile, realizzata da Vallecchi,  del manoscritto 558 conosciuto come Messale di San Domenico e miniato dal Beato Angelico per il convento fiesolano in età giovanile.  Il celebre messale è stato ampiamente trattato dalla direttrice del Museo S. Marco nella sua conferenza, mentre Padre Dunleavy si è soffermato sulla liturgia domenicana e sull’ordine che quest’anno, dal 7 novembre 2015 fino al prossimo 21 gennaio 2017 festeggia l’Anno giubilare e gli 800 anni dalla Bolla pontificia di Papa Orione III con cui venne costituito l’Ordo predicatorum (1216-2016). “Il giubileo – ha detto padre Dunleavy – ci invita a ritornare alle origini dell’ordine e anche se il carisma della predicazione ci vede rivolti al futuro, dobbiamo ancora apprendere molto dalla nostra storia.” La Chiesa e il Museo di San Marco da sempre rappresentano un luogo di centralità nella spiritualità domenicana e non difficile immaginare in occasione del Giubileo, la presenza  di domenicani, che arrivano  da ogni parte del mondo. “La visita al Museo di San Marco – precisa padre Dunleavy – è anche un pellegrinaggio, il luogo è molto più suggestivo rispetto a un semplice luogo culturale, un ambiente conventuale di silenzio e di pace”. Un incontro domenicano che inizia dal Chiostro di S. Antonino con il S. Domenico ai piedi del Crocifisso fino alle cellette dormitorio mirabilmente affrescate dall’Angelico per la preghiera e la meditazione  . “Nella miniatura – dice la D.ssa Magnolia Scudieri – il Beato Angelico coniuga la vita naturale con quella spirituale, celebra il creato, nella raffigurazione di San Domenico in estasi, assistiamo a un tripudio di colori e di naturalità, inoltre l’arte della miniatura è il trait d’union con tutte le arti ed è un modo per diffondere un gusto”.  Un gusto che segna il passaggio all’arte rinascimentale.

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