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Museo del Tesoro, Pontormo superstar, domani inaugurazione di Betori Cultura

Firenze – Domani (domenica 14 dicembre) nel tardo pomeriggio dopo la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Card. Giuseppe Betori a conclusione della sua visita pastorale alla Basilica di San Lorenzo sarà inaugurata una nuova sala del Museo del  Tesoro e presentata una nuova vetrina che custodirà otto importanti reliquiari. Il progetto ideato e coordinato da Elisabetta Nardinocchi e da Ludovica Sebregondi porta a compimento l’ampliamento del Museo del Tesoro della Basilica di S. Lorenzo con l’esposizione delle cinque tavole di pioppo , con disegni a pietra rossa e nera  all’interno dei pulpiti donatelliani due dei quali, “Flagellazione”, e “San Giovanni Evangelista”, ambedue provenienti  dal Pulpito della Risurrezione rinvenuto nel 1972,   attributi a Jacopo  Pontormo. Gli altri raffiguranti “Due figure virili vestite”, “San Luca Evagelista”, “ Teoria di puttini danzanti” provenienti dal Pulpito della Passione rinvenuto nel 1993 vengono per il momento attribuiti ad artista fiorentino. Questi cinque disegni documentano anche le complesse vicende legate ai pulpiti di Donatello della Basilica di San Lorenzo.

Smontati nel 1516 e rimasti all’interno della canonica, furono rimontati nel 1558  il Pulpito della Passione e nel 1565 il Pulpito della Resurrezione, addossati ai pilastri della crociera. Agli inizi del Seicento risultano documentati come nella posizione attuale, liberi su ogni lato e completati con la realizzazione di bassorilievi lignei . E’ stato nel corso dei restauri di queste parti, nel 1972-76 e nel 1993 che sono stati rinvenuti dei pannelli di pioppo che al loro interno nascondevano i disegni alcuni dei quali ricondotti a Jacopo Pontormo. E’ probabile che li abbia realizzati tra il 1546 e il 1556 quando stava lavorando a degli affreschi per il coro di San Lorenzo, poi andati perduti, mentre i pulpiti erano smontati, quasi a suggerire figure e scene ai fini di un completamento dell’opera in vista di un rimontaggio autonomo delle strutture. Giunsero invece nel 1785 dalla Cappella Reale di Pitti, grazie al granduca Pietro Leopoldo di Lorena, gli otto reliquiari , importanti  opere di oreficeria sacra realizzate tra il XVII e il XVIII secolo presso i laboratori di corte specializzati nella lavorazione dell’argento, pietre dure, cristallo, ebano. E’ di manifattura tedesca il  Reliquiario di San Gregorio Magno , di Giovan Battista Stefani e Giuseppe Maria Navarri  due Reliquiari di santi vari, mentre sono di provenienza delle Botteghe Granducali i quattro  Reliquiari di vari santi  e il Reliquiario di sant’Albano e altri santi.

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