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Musica: un sogno antico che ricomincia Opinion leader

Firenze – “E’ un sogno antico che ricomincia”, il sogno del fauno  nella definizione di Mallarmé e di Debussy, e ieri sera è ricominciato di nuovo, innocente e primigenio, grazie all’Orchestre National de France ospite all’Opera di Firenze con il suo direttore musicale Daniele Gatti. Un concerto onirico così felicemente coerente nelle sue scelte per l’orecchio e l’immaginazione del pubblico.

Cavallo di battaglia del complesso di Radio France,  il Prélude à l’après-midi d’un faune ha tenuto la platea sospesa di fronte al capolavoro di Claude Debussy  che ha contribuito alla rivoluzione musicale del 900. Nel sogno del fauno si ripete l’alternarsi di emozioni , desideri che la realtà si impegna a distruggere e che invece ritornano con forza immutata: il fauno di Mallarmé – Debussy altro non è che la metafora della creatività, un misto di sentimento, emotività e razionalità che è dentro ciascuno di noi.

Con l’Uccello di Fuoco di Igor Stravinskij Gatti ha trasferito il sogno nell’immaginario magico della fiaba russa.  Qui la fantasia onirica ha a che fare piuttosto con il conflitto irrisolto fra il caos delle forze della natura e la razionalità ordinatrice dell’uomo. L’ultimo pezzo in programma, la Sinfonia n.6 Pastorale di Ludwig van Beethoven, ha riproposto infine il sogno romantico della pacificazione interiore, grazie alla profonda sintonia con la bellezza della natura che è sempre amica pur nella drammaticità dei suoi fenomeni.

Gatti e i suoi musicisti hanno accompagnato il pubblico in questo percorso nelle differenti declinazioni del sogno con una grande delicatezza e una straordinaria levigatezza dei suoni, che hanno creato nella grande aula dell’Opera una sorta di sospensione. In tutti è rimasta la sensazione di aver vissuto, per una sera, l’esperienza piena della grande arte musicale.

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