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Mutui casa sempre più difficili anche per i “ricchi” Cronaca

Mutuo? Con quattromila euro mensili di stipendio e contratto a tempo indeterminato, ottenerlo da qualsiasi istituto bancario sembrerebbe cosa da nulla. E invece no: secondo un'indagine svolta da Altroconsumo, l'associazione per i diritti dei consumatori, 1 sportello bancario su 4 dice no.
La “prova” è stata fatta dall'associazione consumatori mandando a chiedere un mutuo per l'acquisto di una casa a un cliente modello, “Mario”, quarantenne, con lavoro a tempo indeterminato e stipendio da 4mila euro al mese, in 155 agenzie bancarie, fra cui alcune fiorentine e toscane. Nel 26% dei casi, nonostante si potesse pensare che “Mario” avesse tutte le carte in regola, la risposta delle banche è stata  negativa: niente mutuo.  Il  cliente “modello” chiedeva, come spiega la nota dell'associazione, “un mutuo di 240mila euro a copertura dell'80% del valore della casa (pari a 300mila euro), un po' troppo per molte banche che concedono al massimo il 60-70% di questo valore e che quindi gli hanno chiuso una porta in faccia; altre, come la Banca del Mugello Credito Cooperativo e Chianti Banca, hanno chiesto un garante, altre non vanno oltre i 10 anni di durata del mutuo, altre ancora hanno ritenuto il reddito del povero Mario troppo basso (!). Per non parlare del caso dell'agenzia di Firenze dell'Unipol Banca, in cui Mario non è stato neanche ricevuto dai consulenti perché gli appuntamenti sono "solo per chi è già cliente". Qualche dipendente ha invece gentilmente consigliato di visitare altre banche "dai tassi più vantaggiosi". Si è trattato di rifiuti – in alcuni casi dettati dalla sede centrale delle filiali, come dichiarato informalmente e con grande candore dagli addetti allo sportello”.

Un momento: e nel 76% dei casi cui a “Mario” è stato concesso il mutuo? “Si sono verificate non poche pratiche commerciali scorrette – è l'allarme di Altroconsumo –  l'80% degli istituti impone di aprire un conto corrente presso la propria filiale, subordinando la concessione del mutuo a questa pratica; il 24% delle agenzie costringe a sottoscrivere una polizza vita da loro venduta (nessuna, inoltre, rispetta l'obbligo di consegnare due preventivi di operatori diversi per questo tipo di assicurazione), il 17% replica il vizietto con la polizza incendio, contravvenendo in ognuno di questi casi al Codice del Consumo”. Pratiche ritenute scorrette e che l'Associazione ha segnalato all'Antitrust, Bankitalia e Ivass (Istituto di vigilanza delle assicurazioni).

E se i no già dimostrano che il settore è “ingessato” come dice Altroconsumo, un'altro segnale di tale immobilismo è dato dallo spread, vale a dire “la percentuale di guadagno della banca che si somma ad altri parametri determinando il tasso finito del mutuo, il Tan. Nelle agenzie visitate non si va mai al di sotto del 2,5% (Veneto Banca di Verona) e si arriva anche al 6% (Creval a Milano). La media delle dieci città è del 3,58%”.

Sintesi del risultato? Investimenti fermi, economia immobile. Per non parlare del fondo statale per l'ottenimento del mutuo per la casa da parte dei precari under 35, recentemente oggetto di un nuovo sostegno per l'acquisto della casa a tassi agevolati: “con il decreto del governo Letta di fine agosto (quello dell'addio all'Imu e della Service Tax, per intenderci) sono stati stanziati 30 milioni di euro per il 2014 e altrettanti per il 2015”. Somme che andranno a incrementare il Fondo già esistente di 50 milioni di euro e che non è mai decollato: in due anni, sono stati concessi solo 96 finanziamenti, utilizzando l'1,06% del monte di 50 milioni di euro messo a disposizione.

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