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Nardella: “Faremo lo stadio nuovo mettendo insieme storia e futuro” Breaking news, Cronaca

Firenze – Ora basta. Dopo una storia che va avanti dagli anni ’80, a dirlo, in una lunga conferenza stampa, che si è tenuta stamane nel salone de’200, è il sindaco di Firenze Dario Nardella. E il “basta”, riguarda lo stadio di Firenze, “un’opera unica – dice Nardella – per una città unica”. Unica nel senso di straordinaria, la struttura e la città. Unica perché è la prima volta che il Mibact si “scomoda” per prendere in esame la questione di uno stadio. Perché il Franchi è lo stadio di Michelucci, una tappa fondamentale per la storia dell’architettura mondiale, come si è visto in questi ultimi mesi, con la levata di scudi di varie archistar mondiali, contro ogni ipotesi di demolizione ma anche di rtistrutturazione troppo invasiva. allora, dopo la netta presa di posizione del patron della Fiorentina Commisso, che dopo la lettera del ministero ha chiuso la porta al Franchi, ecco che Nardella non esita e getta il guanto di sfida:  uno stadio storico e artistico preservato, ma al tempo stesso una grande opera che guarda, anzi, che è già nel futuro. E per fare questo la strada è una sola, come per la verità qualcuno aveva già suggerito anche su quest pagine: una gara internazionale dagli standard altissimi e dai requisiti severissimi. Perché lo stadio di Firenze è lo stadio di Firenze.

“Siamo contenti della risposta del Ministero – dice Nardella – perché per la prima volta ha messo in chiaro cosa si può fare e abbiamo una base per partire”. Che il progetto non sia una possibilità, una delle infinite possibilità che sono venute a galla a partire dagli anni ’80, lo dicono due cose, oltre alle parole del sindaco: intanto, la cronologia e poi gli investimenti.

Per quanto riguarda la prima, il sindaco parla di due fasi: una in un certo senso prodromica, che riguarda i lavori di messa in sicurezza della struttura compresi i lavori per l’antisismica;  l’altra che attiene più propriamente al concorso. I lavori della prima fase cominceranno a febbraio, vale a dire fra qualche settimana. E, per quanto riguarda il concorso, il sindaco lancia la data per l’affido dei lavori, il 2023.

Per quanto riguarda le risorse, il sindaco tiene a precisare  che dalla tasca dei fiorentini non uscirà un euro: “Continueremo a stanziare la stessa somma che ad ora impegnamo per la manutenzione”, che si aggira sui 6-700mila euro all’anno. Nella prima fase, il costo previsto per gli interventi di statica e antisismici è di circa 8 milioni, a cui si aggiungono i 289 della tranvia più quelli per i rifacimenti, restyling, concorso ecc. Insomma, si può pensare a una cifra vicina ai 400 milioni di euro. Anche perché l’area interessata non è solo lo stadio, bensì tutta la cittadella dello sport di Campo di Marte, che viene valutata, ad occhio e croce, come destinataria di 40-50 milioni.

Dove trovare le risorse, il sindaco risponde: “Oltre ai soldi già in bilancio, attiveremo tutti i canali che vengono utilizzati in questi casi e che noi già conosciamo, come la banca presititi europea, o la Cassa depositi e prestiti, con l’obiettivo di ottenere un prestito a tasso zero”.

E Commisso? “Noi realizziamo il nuovo Franchi – dice il sindaco, sottolineando che la titolarità della struttura è comunale – dobbiamo pensarci noi”.

“Se la proprietà della società viola vuole realizzare altri stadi, non mi metto di traverso – continua Nardella – finora dovevamo fare i  conti con un altro soggetto privato. Ora ci siamo solo noi. Se la Fiorentina vuole stare con noi, benissimo. Non esiste nessun’altra opzione”.

Apporto dei privati? Perché no, dice Nardella, riferendosi alle attività commerciali, previste dalla stessa lettera “della svolta”, vale a dire quella del Mibact, che appunto riconosce spazi commerciali nell’insieme. “Ma devono essere funzionali alla vita dello stadio – continua il sindaco – commercio sì, ma sostenibile. Siamo lontani anni luce dai 50mila metri quadri previsti nel progetto della Fiorentina. Nessun sistema misto invece su progettazione e realizzazione dello stadio, dal momento che vi è un interesse pubblico preminente”.

In particolare sui rapporti con la proprietà viola: “Il rapporto con Commisso è ottimo, ma per fare un matrimonio bisogna essere in due. Commisso ha sempre detto e confermato che se ci fossero state le condizioni si sarebbe occupato lui di rifare il Franchi”. Ma dopo la lettera del Ministero, ha evidentemente ritenuto che le condizioni non ci fossero.

“Lo stadio è per i tifosi e la Fiorentina” dice ancora Nardella, che accenna anche al fatto che vuole prevedere anche la messa in campo di gruppi di tifosi.

“Il Franchi è uno stadio diverso da tutti. Firenze è unica e il suo stadio unico – dice ancora il sindaco – faremo lo stadio più bello del mondo”.

Immediata la reazione dellOrdine degli Architetti fiorentino: “Apprezziamo e condividiamo la scelta annunciata dal sindaco Nardella di realizzare un concorso internazionale di progettazione per il restauro dello stadio Franchi. Abbiamo sempre sostenuto che questa potesse essere la strada migliore da percorrere per portare Firenze ad avere uno stadio unico al mondo, unendo la valorizzazione della parte monumentale dell’opera di Nervi all’inserimento di segni contemporanei, per un intervento di grande suggestione. Grazie al concorso di progettazione, una sana competizione fra le migliori intelligenze potrà portare ad avere i risultati più interessanti per lo stadio e per la città”.

“Ci mettiamo fin da subito a disposizione per supportare il Comune di Firenze in questo percorso virtuoso che ha deciso di intraprendere, e che siamo certi potrà portare Firenze ad avere nuovamente uno stadio di cui andare fiera in tutto il mondo. Uno stadio bello e funzionale che sia un manifesto della cultura architettonica e un motivo di orgoglio per la città”.

“Riteniamo che il percorso di progettazione sarà caratterizzato anche dalla pianificazione urbanistica dell’intera area del Campo di Marte, integrando il restauro dello stadio con la rifunzionalizzazione delle aree che saranno libere in seguito all’apertura del nuovo centro sportivo di Bagno a Ripoli, le nuove infrastrutture della tramvia e le opere per l’organizzazione della viabilità e della sosta, anche in considerazione dell’imminente definizione del Piano Operativo”, conclude l’Ordine degli Architetti di Firenze.

 

 

 

 

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