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Nardella: nel 2015 Firenze torna a essere capitale del mondo Cronaca, Opinion leader

Firenze – Se Firenze resterà unita “non avrà rivali”. E’ con queste parole che Dario Nardella ha avviato oggi la serie di incontri natalizi del Sindaco di Firenze. Ha cominciato con i giornalisti, nel tradizionale scambio di auguri, e subito dopo ha invitato a pranzo 150 poveri della città, scelti dalle organizzazioni assistenziali , nel salone dei Cinquecento, perché “non si dica più che il Salone è aperto solo per le feste dei ricchi”.

Certo, a scorrere i vari capitoli del bilancio delle cose fatte nel 2014 e di quelle da fare nel 2015, non si può dire che Nardella sia troppo ottimista. L’anno si chiude con una realizzazione importante, il nuovo museo Novecento che ha già ricevuto conferme da parte dei visitatori. Ed è proprio l’aumento costante delle presenze turistiche a Firenze che offre il primo spunto incoraggiante. Nel 2014 è arrivato un milione di visitatori in più, i pernottamenti sono cresciuto di 300mila, e solo gli alberghi a quattro stelle hanno registrato una crescita fra il 70 e il 75%. Per Natale Firenze sarà la seconda città italiana a essere più visitata. “L’anno prossimo, grazie all’Expo, Firenze punta a essere la meta più ambita dopo Milano”, ha detto Nardella.

Per questo il Comune ha dato il via libera alle autorizzazioni per la mostra dei venti enormi arazzi tessuti nel Cinquecento a Firenze, sotto la guida di tecnici specialisti venuti apposta  dalle Fiandre, su cartoni di Bronzino e Pontormo per volere di Cosimo I dei Medici. Gli arazzi coprivano interamente il salone di Dugento finché, in occasione dell’Unità d’Italia,150 anni fa furono smembrati, dieci a Roma e dieci a Firenze. La mostra aprirà in gennaio alle Scuderie del Quirinale e poi farà il giro dell’Italia: a Firenze sarà allestita in settembre  “e speriamo di non passare alla storia come il sindaco che si è fatto soffiare queste opere”, ha celiato il sindaco.

Del resto era questo un modo adeguato per cominciare i festeggiamenti per i 150 anni di Firenze capitale d’Italia (1865). Quei fasti saranno quasi ripetuti nel 2015, perché arriveranno i grandi della terra. Subito a gennaio si affaccerà Angela Merkel, cancelliere tedesco, per un importante appuntamento bilaterale.  Poi  all’ombra del cupolone si svolgerà un  vertice della Nato sul Mediterraneo che richiederà anche imponenti misure di sicurezza. A novembre arriverà Papa Francesco, visita che il Pontefice ha confermato anche nel  corso dell’udienza generale di mercoledì, e subito dopo,  dal 24 al 26 novembre, arriveranno i sindaci delle capitali del mondo a ricordare i 50 anni del convegno che organizzò Giorgio La Pira e che fu, grazie alla presenza dei sindaci di Mosca e Pechino, un momento importante del processo di distensione fra i due blocchi Est e Ovest. “Appuntamenti che porteranno Firenze a confrontarsi con i grandi temi globali”.

Tutto ciò, però, non può distrarre i fiorentini da quanto accadrà a Firenze nel 2015, “anno dei cantieri”, dei grandi progetti infrastrutturali, a cominciare dalla seconda linea della tranvia, che provocheranno non pochi disagi e metteranno alla prova la capacità di gestione e anche il sistema di rapporti istituzionali, prima di tutto quello con la Regione Toscana. Sono queste infrastrutture che consolideranno un’economia cittadina che vede Firenze con una disoccupazione del 7%, la metà della media nazionale, un reddito che la pone al quarto posto delle città più ricche e un clima favorevole agli investimenti visto che “Targetti ha annunciato che resterà nel territorio, che Eli Lilly quasi raddoppierà in tre anni il numero dei dipendenti fino a produrre il 50% dell’insulina di tutto il mondo e anche la Thales ha appena annunciato un piano di investimenti”.

I sei mesi  di lavoro della nuova Giunta sono dunque soprattutto serviti per mettere a punto la macchina necessaria per sostenere questa montagna di impegni dell’anno prossimo: “L’obiettivo più faticoso è stata la riorganizzazione della macchina amministrativa, con la ripresa delle relazioni sindacali, che sembrava impossibile, ma ci siamo riusciti in tempi molto rapidi”.

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