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Nardella: “Nel 2021-23 altri 91 nuovi alloggi Erp, al via l’Agenzia Sociale” Cronaca, Opinion leader

Firenze – Se l’emergenza abitativa è sempre stata una delle criticità presenti nel panorama forentino, la spinta della pademia ha aggravato una situazione già presente nei radar dell’amministrazione, tanto più che lo sblocco degli sfratti ha comportato e comporta l’accrescimento esponenziale delle famiglie in difficoltà. Inoltre, al di là dello zoccolo duro delle povertà registrate storicamente in città e delle famiglie messe in stato di bisogno dalla pandemia, già si profila all’orizzonte prossimo il problema rappresentato dai licenziamenti collettivi che, a valle dello sblocco dei licenziamenti, stanno già mostrando il loro volto minaccioso anche nel campo abitativo: è ovvio infatti che la perdita del lavoro comporta la sopravvenuta morosità sia per quanto riguarda i mutui che i canoni dell’affitto. Senza contare la fascia dei working poors, ovvero lavoratori che, pur potendo contare su un’occupazione, non ricevono uno stipendio adeguato per condurre un’esistenza libera e dignitosa secondo il dettato costituzionale. Figurarsi per quanto riguarda la casa.

Il Piano Casa, lanciato nel 2018, senz’altro frenato dalla pandemia, prometteva un investimento economico complessivo di circa 67 milioni di euro, e doveva rispondere nell’arco di due anni a 1664 famiglie. Si occupava sia dell’edilizia popolare classica che del social housing, ritenuto lo strumento più importante per la cosiddetta fascia grigia. Inoltre, metteva sul piatto anche 360 alloggi ristrutturati nei due anni presi a riferimento, oltre a 80 soluzioni abitative per famiglie temporaneamente in difficoltà (per un periodo massimo di 18-24 mesi). Nel mese scorso, a valle della pandemia, lei ha parlato di un piano casa potenziato con 400 alloggi nell’ex caserma dei Lupi di Toscana, 100 in via Torre degli Agli, 60 all’ex Meccanotessile, oltre a 1360 nuovi alloggi, fra cui 24 case Erp in via Schiff, 18 alloggi di Ers (edilizia residenziale sociale) all’ex Meyer, 24 alloggi Erp alle Murate. Tuttavia, a parte i 400 alloggi dei Lupi di Toscana (e i 50 di social housing che verranno realizzati in Santa Maria Novella), nel conto rientrano le case di via Torre degli Agli, che sono per la maggior parte assegnate, visto che si tratta di un vecchio progetto in cui gli assegnatari sono stati temporaneamente spostati proprio per permettere l’abbattimento e la riedificazione ex novo delle case, oltre ad altri vecchi progetti come le case di via Schiff e gli alloggi delle Murate.

Sul tema, abbiamo raggiunto il sindaco di Firenze Dario Nardella, per tirare le fila sulle varie novità in campo allo scopo di fronteggiare emergenze e criticità sistemiche.

 Quanti sono gli appartamenti effettivamente in più e in che stato dell’arte si trovano? Inoltre, si parla anche dei 660 gli alloggi sfitti di Casa spa che saranno ristrutturati in varie zone della città. A che punto sono i lavori e quando finiranno? Infine, qual è la tempistica rispetto agli alloggi in social housing?

In questi anni il Comune di Firenze ha assunto sempre di più il tema casa come fulcro delle proprie politiche per il territorio e per la comunità. La pandemia ha reso ancora più significativo quello che già era stato assunto come impegno prioritario, ovvero fare della casa un punto qualificante di una strategia complessiva a favore dei più deboli, delle famiglie in difficoltà, per un nuovo modello sociale di inclusione e di crescita. In questi anni abbiamo concentrato le energie su sfide che riguardano la cosiddetta “fascia grigia” ovvero quelle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese a causa di tante difficoltà economiche ma che non sono neanche in una condizione di povertà tale da consentire loro di accedere ai servizi gratuiti e alle graduatorie delle case popolari. L’esempio del recupero del Casone di via dell’Osteria è solo uno di tanti che possiamo fare per evidenziare la nuova strategia.

Il nostro è un grande piano casa che porterà oltre 1360 nuovi appartamenti fra edilizia popolare, housing sociale e alloggi di transizione. Abbiamo preso il piano casa lanciato nel 2018 e lo abbiamo integrato, potenziato e arricchito. I progetti, i bandi e i lavori stanno andando avanti. Posso fare qualche esempio: 91 nuovi alloggi Erp saranno pronti in varie parti della città fra il 2021 e il 2023, a cui si aggiungono ben 80 alloggi di transizione e i 110 alloggi di social housing a cui abbiamo candidato sia i Lupi di Toscana che Santa Maria Novella con il piano Pinqua (Programma innovativo sulla qualità dell’abitare).

L’esempio della ex caserma Lupi di Toscana spiega come, dopo l’esperienza Covid, dobbiamo rivoluzionare il modo di abitare: abbiamo bisogno di quartieri sempre più verdi e sostenibili, di garantire servizi collegati alle abitazioni e di sviluppare politiche abitative sempre più in connessione con le esigenze della salute e del lavoro. Con queste finalità abbiamo programmato la nascita di un nuovo quartiere tra Firenze e Scandicci: al posto della vecchia caserma Gonzaga nascerà un complesso abitativo molto innovativo, con un mix di soluzioni di edilizia residenziale popolare ed edilizia residenziale sociale.

Stiamo costruendo un piano casa importante, anno dopo anno, provando a mettere in campo una risposta combinata fra Erp ed Ers. A questo si deve aggiungere il grande lavoro che stiamo facendo per recuperare gli alloggi di Casa Spa che possono essere ristrutturati. Dei 660 alloggi che si sono liberati e che attualmente sono vuoti oltre la metà sono già in lavorazione e saranno pronti nei prossimi mesi. Con i fondi regionali infatti saranno 60 gli alloggi pronti in autunno, mentre altri 150 sono nella programmazione triennale. Continuiamo a cercare finanziamenti per completare altre ristrutturazioni di alloggi Erp e stiamo abbattendo il numero degli alloggi da recuperare. 

Agenzia sociale per la casa, ad ora se ne conosce solo l’acronimo, F.A.S.E. Quando comincerà a funzionare? Con quali modalità? Sarà una partecipata? Quali risorse verranno impiegate? E’ uno strumento che va al di fuori dell’edilizia popolare? Da chi verranno fornite le case?

L’Agenzia Sociale per la Casa sta per prendere avvio e sarà gestita con Casa Spa, dove infatti sono state appena assunte due persone dedicate a questo. L’Agenzia ha lo scopo di favorire la sinergia tra pubblico e privato nel mercato delle locazioni, è uno strumento operativo per costruire spazi di incontro fra la domanda e l’offerta abitativa. Il Comune di Firenze, per stimolare la disponibilità dei proprietari alla locazione degli alloggi a canoni agevolati sta predisponendo una serie di misure incentivanti a beneficio degli stessi locatori tramite l’Agenzia: contributi per le certificazioni di impianti fino a 3.000 euro, un fondo di garanzia a copertura dei mancati pagamenti degli inquilini fino a 12 mensilità nel caso di sfratto.

 Il 1°luglio sono ripresi gli sfratti, che, secondo molte stime, potrebbero portare a Firenze oltre 5mila sfratti eseguibili dal 31 dicembre, a fronte di un ritardo del bando Erp di 4 anni e delle note problematiche che affliggono l’Ufficio Casa. Mettendo in conto che non potranno essere eseguiti immediatamente anche per ragioni materiali, resta comunque sospesa la questione delle famiglie che si troveranno senza alloggio. A fronte di ciò la domanda è: la cabina di regia impiantata dalla Regione sarà in grado graduare gli sfratti in modo da assicurare il passaggio da casa a casa? Il comune di Firenze cosa ha previsto per affrontare quella che, secondo i sindacati, potrebbe essere una vera e propria bomba sociale? 

Lo sblocco degli sfratti non è un problema solo per Firenze ma per tutto il Paese. Ogni giorno in Italia si hanno più di 150 sfratti, se li moltiplichiamo per i mesi in cui sono stati sospesi, emerge un arretrato spaventoso che potrebbe generare una vera e propria esplosione sociale, aggravata dal concomitante sblocco dei licenziamenti. Colpisce la diversa attenzione che la politica nazionale riserva al tema casa rispetto al tema lavoro, posto che questi due concetti – casa e lavoro – sono tra di loro fortemente integrati e interdipendenti. E’ necessario un piano casa nazionale adeguato alla situazione post-Covid che tenga conto di questo fattore e anche dell’aumento della povertà.

Dal 2016 il Comune di Firenze ha attivato la graduatoria emergenza sfratti, mediante la quale una percentuale degli alloggi ERP annualmente assegnabili è riservata a quei nuclei familiari, residenti nel Comune di Firenze, sottoposti a procedure di sfratto esecutivo. Con il nuovo regolamento Erp del 2019 questa percentuale è stata portata al 25%. L’accesso alla graduatoria avviene su istanza del nucleo familiare che deve avere già una data di forza pubblica fissata e possedere i requisiti di accesso agli alloggi Erp determinati dalla normativa regionale. La domanda può essere presentata in ogni momento dell’anno e consente di accedere all’utilizzo di un alloggio Erp in via provvisoria. Il Servizio Casa e il Servizio Sociale Professionale lavorano in sinergia per tutelare i nuclei più fragili. 

La cabina di regia regionale nasce con uno scopo preciso e ciascuno deve svolgere il proprio compito. Il Comune di Firenze partecipa alla cabina di regia e, per parte nostra, abbiamo costituito nei mesi scorsi la commissione per l’emergenza abitativa che – oltre a confrontarsi con le parti sindacali – sta lavorando proprio a questo fine in piena collaborazione con altri Enti sul territorio, come la Prefettura, la Corte d’Appello ed il Tribunale.

Il contributo in conto affitto è un altro elemento fondante del Piano Casa, nell’ottica dichiarata di “dare una mano” alle famiglie non così povere da accedere all’Erp e non così ricche da riuscire a stare sul mercato. Tuttavia, il contributo affitto 2020, come dicono i sindacati, non è stato ancora pagato. Quali sono le cause di questo ritardo? 

Le cause sono da imputare all’obbligo, definito dalla delibera regionale che individua i requisiti e i criteri del contributo affitto, di non cumulabilità tra reddito di cittadinanza e contributo affitto stesso. Sempre in base alle disposizioni regionali, per determinare l’importo da liquidare, è necessario stornare la quota di reddito di cittadinanza destinata alla locazione dal contributo affitto locale. Siamo in contatto stretto con la Regione per essere pronti ad effettuare i pagamenti non appena possibile. Comprendiamo l’importanza del contributo per le famiglie e per questo, accanto alla Regione, stiamo portando avanti le verifiche anche in maniera autonoma grazie alla preziosa collaborazione dell’Inps per accelerare il più possibile la liquidazione dei contributi. E intanto si va avanti: abbiamo pubblicato un nuovo bando per contributo affitto – finanziato con fondi POR FSE – che si è chiuso il 6 luglio.

Piano La Pira 2.0, forse potrebbe chiamarsi anche il piano della pandemia, nato per contrastare il fenomeno degli alloggi tenuti vuoti dai proprietari in attesa del ritorno dei turisti. Il Comune si fa garante del rapporto tra proprietario e affittuario, con l’obiettivo di fare da facilitatore rispetto alle realtà disposte a offrire parte del loro patrimonio abitativo (singoli proprietari ma anche assicurazioni, banche, enti vari…) per affitti a canone concordato. Quali sono stati i risultati, a circa un anno di distanza e almeno un milione messo dall’amministrazione sul Piano?

Non bastano pochi mesi per invertire tendenze consolidate nel tempo e fenomeni globali sui quali l’amministrazione comunale ha poteri limitati. Strumenti come il Piano La Pira 2.0 hanno bisogno di tempo per ottenere i migliori risultati e l’Agenzia per la Casa nasce anche per questo scopo: individuare i proprietari disposti a ridurre il canone aiutandoci a dare risposte ai nuclei della cosiddetta “fascia grigia”. 

Di fronte all’ondata lunga della pandemia, crescono i numeri sia degli sfratti che dei nuovi poveri. Ormai la fascia grigia viene velocemente corrosa dalle difficoltà precipitando nella fascia nera, ovvero di chi è costretto a sperare nella casa popolare. Mutatis mutandis, non teme che il Piano pensato per situazioni fatalmente diverse, arrivi già vecchio alla meta?

Sia per gli effetti immediati della pandemia che per le conseguenze economiche più a medio/lungo termine della crisi che stiamo vivendo, lo scenario è in continua evoluzione e anche i nostri piani devono continuamente adattarsi al cambiamento e alla crescita preoccupante del numero di persone in situazione di bisogno. 

Guardando avanti, facciamo grande affidamento sul programma Pinqua, un piano molto innovativo collegato al Recovery Plan, rispetto al quale la Città Metropolitana e il Comune di Firenze hanno presentato ben 6 progetti da 15 milioni di euro ciascuno; se fossero tutti ammessi, noi potremmo ricevere 90 milioni di euro per la riqualificazione del concetto dell’abitare, che riguarda gli alloggi ma anche il complesso di strutture e servizi, migliorando la qualità della vita e il raccordo tra la casa e il contesto urbano e sociale.

Anche in situazioni di “normalità” una città è un corpo in continua mutazione, figuriamoci di fronte alle emergenze epocali che provocano veri e propri sconvolgimenti del quadro sociale. L’unica cosa che possiamo fare è non fermarci mai, non accontentarci delle soluzioni individuate al momento, confrontarci costantemente con tutti gli attori e operare un monitoraggio stretto e continuo delle situazioni per poter affrontare la situazione reale con strumenti il più possibile attuali ed efficaci. I tempi sono sempre stretti e i bisogni crescenti, ma non possiamo farci spaventare dalle sfide difficili, soprattutto quando la posta è così alta e pesa sulle spalle dei cittadini. Siamo tenuti a farcene carico instancabilmente.

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