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Nasce a Pontedera il primo veicolo alimentato ad ammoniaca Ambiente

L’elevatissimo volume specifico dell’idrogeno è il prinicpale limite al suo impiego come combustibile a bordo di veicoli, mentre lo  stoccaggio sotto forma di ammoniaca ( NH3) risolve in parte questo problema, aumentando notevolmente la densità energetica per unità di volume, con il vantaggio che l’ammoniaca liquida viene stoccata a temperatura ambiente e a circa 8 bar in analogia a quanto attualmente avviene per il gpl. Pont-Tech, capofila del progetto Saiva, finanziato dalla Regione Toscana, con i partner Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, le imprese EDI Progetti, ACTA e BIGAS, hanno raccolto la sfida nel 2009 e dopo l'acquisizione del veicolo, lo studio del layout complessivo  dell’intero sistema a bordo del mezzo,  l'assemblaggio con la componentistica specifica, hanno realizzato il prototipo di veicolo ibrido,  presentato il 13 febbraio a Pontedera. E' dotato di un “range extender” alimentato ad ammoniaca liquida, installato su di un autocarro da 35 q.li di PTT allestito con vasca portarifiuti e volta bidoni, adatto in particolar modo alla raccolta porta a porta.
La scelta di realizzare veicoli per trasporto merci e persone con propulsione di tipo ibrido (veicolo elettrico alimentato da batterie, a loro volta caricate da un generatore ad ammoniaca) permetterebbe di avere dei sistemi ZEV (“Zero Emission Vehicle”) dal momento che la combustione dell’ammoniaca restituisce come prodotti soltanto vapor d’acqua e ossidi di azoto facilmente abbattibili con tradizionali sistemi catalitici.

Il motore innnovativo. E' una motore endotermico che utilizza come combustibile l’ammoniaca liquida arricchita, in fase di iniezione indiretta, di circa 5% di idrogeno. L’idrogeno necessario alla combustione viene liberato dalla decomposizione termica dall’ammoniaca (NH3) per mezzo di uno speciale catalizzatore della reazione chimica, messo a punto sempre nell'ambito del progetto. Attulamente il motore ad ammoniaca è direttamente collegato a un generatore elettrico tradizionale e installato a bordo di un veicolo elettrico-laboratorio, ma l'obeittivo è quello di far funzionare il generatore da un sistema di ricarica delle batterie funzionante durante il moto del nuovo veicolo.
Le emissioni La combustione dell’ammoniaca genera soltanto vapor d’acqua e ossidi di azoto che possono essere facilmente abbattuti con sistemi catalitici tradizionali. L’ammoniaca risulta tossica in concentrazioni elevate e per questo motivo una parte del progetto è stata dedicata alla sensorizzazione del motore al fine di rilevare eventuali fughe o concentrazioni eccessive di ammoniaca allo scarico del prototipo.

Le dicharazioni
“Sono tre i progetti che affrontano a 360° le problematiche e le potenzialità dell’uso dell’idrogeno da cui deriva il veicolo ad ammoniaca – dichiara il direttore di Pont-Tech Giuseppe Pozzana – Oltre al progetto SAVIA, sono stati infatti realizzati il progetto H2 – Filiera idrogeno e il progetto NanocatGeo. Tutto è nato da un’iniziativa promossa dal Comune di Pontedera e dalla Provincia di Pisa, condivisa e finanziata dalla Regione Toscana. Il protocollo d’intesa risale al 21 febbraio 2007 e vede coinvolte Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pontedera, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna e Pont-Tech. Dal protocollo d’intesa sono scaturiti i tre progetti in materia di mobilità a idrogeno”.

“Per questo primo prototipo – spiega Nicolò Doveri, general manager E.D.I. Progetti e Sviluppo – abbiamo scelto di fare un veicolo di servizio. Rispetto ad altri ibridi, non ha costi di realizzazione superiori con il vantaggio che un pieno ad "ammoniaca" costa la metà rispetto alla benzina: con 18 litri (tanto è capiente il serbatoio) si possono fare 100 km oltre ai 40 in cui il veicolo può andare a sola elettricità. Le prestazioni le abbiamo volutamente limitate visto il tipo di mezzo: va a 70 km/h se ad ammoniaca e a 40 km/ h se ad elettricità. A livello di emissioni poi non produce polveri sottili, nessun idrocarburo o composti dello zolfo, né CO, né CO2”.

Foto  Ufficio Stampa Pont-Tech

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