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Natale con i tuoi grazie alle regole da mal di testa Opinion leader

Firenze – Chi invocava regole chiare e semplici per le festività natalizie è servito. Nel guazzabuglio di colori uscito dal frullatore del nuovo decreto legge del governo, la cosa certa è che occorrerà affrontare questo Natale con un manuale sottobraccio.

Sì perché tante saranno le date da tenere a mente. Da oggi, con praticamente tutta l’Italia in giallo, e quindi con la regola dello spostamento libero e il tutto aperto, si passerà immediatamente al rosso, quindi all’arancione, per poi tornare nuovamente al rosso. Con regole che cambieranno ovviamente secondo la giornata. E con la possibilità infine di saltare a piè pari ogni regola di confinamento derogando per andare a trovare (in due) parenti e amici anche fuori comune.

La domanda, a questo punto, è una. Non si poteva semplicemente chiudere ristoranti e negozi per un tot di tempo per evitare ogni possibile assembramento lasciando liberi i cittadini di incontrarsi nelle case? Ovviamente con le raccomandazioni del caso. Cioè quelle che abbiamo imparato tutti quanti ad attuare in questi mesi. Ricevere meno persone possibile mantenendo un certo distanziamento. Perché diciamolo onestamente. Se ogni giorno sarà possibile andare a trovare qualcuno e se, come è assodato nelle democrazie liberali, nessuno potrà mettere becco in casa nostra, il risultato logico è che ci si potrà muovere liberamente senza nessun controllo effettivo.

Come si fa a dire che si può uscire da casa solo per andare a fare la spesa, se poi invece posso mettermi in viaggio da Firenze per andare un giorno dalla zia a Livorno e il  giorno dopo dagli amici a Grosseto? Allora sorge un altro dubbio. Non è che le tanto invocate restrizioni si riducono alla fine in una mera dichiarazione di facciata?

Fra le grandi nazioni europee nessuna, a parte la Spagna (ma con maglie molto larghe), ha ritenuto di mettere limiti agli spostamenti. Non la Francia (dove è possibile muoversi liberamente in lungo e in largo), non il Regno Unito (anche se ha appena fatto marcia indietro per quanto riguarda le riunioni in casa), non la Germania (il cui lockdown duro consiste nella chiusura di ristoranti e negozi), non l’Austria (che partirà con il suo lockdown dopo Natale), non il Portogallo, non i Paesi Bassi, la Danimarca, la Svezia. Persino la Spagna, appunto la più dura insieme all’Italia, derogherà al divieto di mobilità interregionale prevedendo la possibilità per parenti e congiunti di recarsi per le feste dai propri cari in ogni parte del paese.

Nel momento in cui si decideva di murare gli italiani in casa per le feste, c’è stato probabilmente un ripensamento dell’ultimo minuto, un vago riaffiorare di diritti inviolabili molto sbiaditi da questi terribili mesi di pandemia. Le cronache degli ultimi giorni raccontano di rigoristi da una parte e frange più morbide dall’altra. Si narra che ad impuntarsi sulla deroga per le visite a parenti e amici sia stato lo stesso premier Conte. Fatto è che il Natale in una certa misura è salvo. Nessuno, giovane o anziano, sarà lasciato da solo. Non è poco, ma lo si poteva fare con più chiarezza.

 

 

 

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