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Natale di crisi, l’albero si restringe Società

La crisi si abbatte sugli alberi di Natale e li fa "ritirare" come un maglione passato in lavatrice. Infatti, uno degli effetti della contrazione del reddito famigliare è la contrazione delle dimensioni dell'albero: il glorioso abete da addobbare quest'anno, come valuta un'indagine di Coldiretti, si accorcia di circa 30 centimetri rispetto a quelli di 10 anni fa. La "taglia" più comune non supera i 160 cm, completo di radici e pane di terra, e vine venduto a prezzi che oscillano fra i 15 e i 45 euro. Ai coltivatori viene pagato circa 8 euro. La vera innovazione di quest'anno è l'esplosione di un servizio che ha cominicato già negli anni scorsi a fare capolino, ma che quest'anno è diventato molto comune: ovvero, la possibilità di rconsegnare l'albero a vivaisti o amministrazioni pubbliche passate le feste. Una chance che fa giustizia della presunta ecologia degli alberi sintetici, che, grazie alla crisi e alle diminuite possibilità di spesa delle famiglie, sono diventati usuali per almeno due italiani su tre, pari al 67% della popolazione nazionale.

In termini di budget, la crisi taglia la spesa per l'albero di Natale del 27%. Con il risultato che gli alberi "veri" in circolazione sono solo 5 milioni, il che equivale a un -16%. rispetto al Natale 2011. La spesa media per l'abero è di 31,95 euro. Circa la querelle sulla scelta dell'albero sintetico o naturale, al di là dei motivi economici e con un occhio alla sostenibilità, le associaizoni non hanno dubbi: l'ecologia fa cadere la scelta sull'albero "vero".

I conti li fa Coldiretti: gli abetini sono coltivati per la maggior parte in terreni marginali altrimenti destinati all'abbandono, migliorano l'assetto idrogeologico dell'ambiente, combattono fenomeni come erosione e incendi. E' grazie agli alberi di Natale che vengono mantenute coltivate molte areee di montagna che mantenendo un terreno morbido e difacile assorbimento per l'acqua, assolvono auna funzione di "spugne" naturali che impediscono alle piogge di arrivare rovinosamente a valle. Inoltre, la necessità di tenere il terreno sgombro da spini e sterpaglie rtoglie "materia" agli incendi. Di contro, gli alberi di plastica, spesso provenienti dalla Cina, oltre a liberare gas serra per la loro realizzazione  e il trasporto con consumo di petrolio, abbisognano di 200 anni prima di degradarsi nell'ambiente.
Inoltre, la maggior parte degli alberi di Natale parlano toscano: la coltivazione dell'albero di Natale in Italia e' concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) e in Veneto.

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