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Naufragio al Giglio, accordo per risarcimento a circa 3000 passeggeri Cronaca

Il Comitato Naufraghi Concordia, di cui l'Adoc Associazione per la difesa e l'orientamento del consumatore è membro, e la compagnia Costa Crociere hanno raggiunto un accordo per l'indennizzo ai passeggeri che non hanno subito danni fisici nel naufragio della nave da crociera Costa Concordia del 13 gennaio all'Isola del Giglio, al termine di un tavolo di conciliazione con alcune delle associazioni dei consumatori, organizzato dall'Associazione di categoria dei tour operator iItaliani (Astoi Confindustria). Per i passeggeri che hanno subito danni fisici è prevista invece una trattativa individuale. L'accordo prevede un risarcimento di 11mila euro più circa 3mila euro di rimborsi per le spese sostenute, inclusa la quota pagata per la crociere per ogni passeggero, inclusi i bambini, oltre ad eventuali altre indennità previste da assicurazioni eventualmente stipulate dai passeggeri. L'accordo non fa distinzioni né di ceto né dei Paesi di provenienza dei passeggeri, è valido in tutto il mondo per tutti, non solo per chi decide di fare causa, interessa circa 3.000 passeggeri di 60 diverse nazionalità (di cui circa 900 italiani). Costa Crociere diffonderà l'accordo nelle diverse lingue. Entro una settimana dall'accettazione del passeggero, che sarà contattato da Costa Crociere stesse, il risarcimento sarà liquidato sia in Italia che negli altri paesi senza risvolti legali e senza tempi lunghi di giudizio.
Il mondo che rappresenta i consumatori e soprattutto il suo coordinamento è diviso. Adoc, che ha partecipato all'accordo, lo definisce "storico e democratico", e stima che l'85% dei passeggeri interessati aderirà. Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, nel suo plauso dichiara che “l'accordo risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo''.  Il risarcimento, riguardando anche i bambini, permetterà ad un famiglia di due adulti e due bambini di avere un rimborso di quasi  50.000 euro complessivi. ''Nel raggiungere l'accordo – continua il presidente dell'Adoc –  abbiamo tenuto conto del codice del turismo italiano e delle situazioni normative previste in altri Paesi, dato che i passeggeri coinvolti nel naufragio della Costa Concordia sono di varie nazionalità”.
Ma il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, contesta invece l'accordo nell'entità del risarcimento, considerandola un'elemosina, e facendo presente che vanno considerati anche i danni fisio-psichici. "Si tratta di una elemosina che i passeggeri della nave non devono assolutamente accettare – contesta il presidente Codacons, Carlo Rienzi – è assurda la distinzione contenuta nell`accordo tra chi ha subito danni fisici e chi invece non ha riportato ferite: i danni fisici, infatti, sono anche quelli di tipo fisiopsichico, non solo fratture o lesioni fisiche tangibili. Per questo invitiamo i passeggeri della Concordia a sottoporsi a visite mediche che certifichino lo stress psicofisico subito ed eventuali effetti psichici permanenti, che darebbero loro diritto a risarcimenti ben superiori alla misera cifra di 14.000 euro". Codacons conclude invitando i naufraghi del Giglio a non accettare l`accordo in questione e non firmate nulla, indicando che “l'unica strada per ottenere risarcimenti proporzionati al danno subito e ai rischi corsi in relazione alla propria incolumità, è aderire alle azioni legali avviate dall'associazione in Italia e negli Usa".

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Foto: www.metronews.it

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