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Naufragio Concordia, confermati gli arresti domiciliari di Schettino Cronaca

L'udienza del Riesame, tenutasi ieri presso il Tribunale di Firenze avente ad oggetto la valutazione di due ricorsi, l'uno della Procura di Grosseto per chiedere l'arresto in carcere del comandante Francesco Schettino indagato per i reati di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, e l'altro, della difesa di Schettino, per chiedere la liberazione del comandante, si è conclusa con un'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari che il gip di Grosseto aveva stabilito con la sentenza del 17 gennaio. Il verdetto del Tribunale distrettulae del Riesame è riferito da uno dei due legali che assiste Schettino, Bruno Leporatti. Verdetto giunto prima di quanto prevedibile rispetto ai tempi comunicati ieri al termine del'udienza che lo annunciavano entro il 9 febbraio: 6 febbraio Comandante Schettino, verdetto “arresto o libertà” entro il 9 febbraio). Respinti dunque sia il ricorso della Procura di Grosseto, che chiedeva il ritorno alla custodia cautelare in carcere per il comandante, sia quello della difesa, che chiedeva la sua liberazione (annullamento degli arresti domiciliari).
Il Tribunale distrettuale del Riesame depositerà le motivazioni della sua ordinanza nei prossimi giorni. Intanto si susseguono le prime reazioni di commento all'ordinanza dalle parti interessate: il procuratore capo di Grosseto e gli avvocati della difesa di Schettino.

Primi commenti all'ordinanza
Francesco Verusio, procuratore di Grosseto a capo dei pm che stanno indagando sul naufragio della Costa Concordia, nel prendere atto della decisione del Riesame, sottolinea l'importanza del riconoscimento della necessità di mantenere il comandante Schettino agli arresti, seppure non in carcere, come la Procura intendeva ottenere presentando ricorso contro la sentenza del gip. Il Riesame – aggiunge inoltre Verusio – ha accertato non solo la sussistenza di gravissimi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati all'indagato Francesco Schettino, ma anche la sussistenza di gravi e rilevanti esigenze cautelari". Quanto i giudici fiorentini hanno accertato, ha permesso loro di motivare la misura di arresto cautelare ai domiciliari.
L'avvocato Bruno Leporatti, legale del comandante Francesco Schettino, che ha immediatamente informato Schettino del provvedimento del Riesame, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale del riesame di Firenze, in particolare per
"l'autonomia e l'indipendenza della magistratura giudicante", che ha inteso dare puntuale applicazione alle norme e ai principi giuridici del nostro ordinamento in tema di libertà personale''. L'avvocato Parascandola giudica "molto forte la richiesta del carcere da parte della procura".

La rimozione del relitto Concordia
Intanto la gigantesca nave resta in attesa di essere rimossa, dopo lo svutomanto dei serbatoi di carburante (bloccato più volte da condizioni meteo-marine avverse alle operazioni), secondo modalità e tempi di un piano operativo per il quale la Costa Crociere ha indetto una gara di livello internazionale (2 febbraio Rimozione relitto Concordia: piano operativo e avvio lavori entro marzo). Le operazioni di flangiatura, preliminari all'estrazione del carburante, erano riprese il 5 febbraio, dopo giorni di sospensione a causa del maltempo, ma nello stesso giorno sono state interrotte nuovamente per il peggiornamento delle condizioni meteo-marine (5 febbraio Nuovamente sospese le operazioni sul relitto della Concordia). Si spera in un spiraglio di bel tempo tra domani e giovedì, per completare la flangiatura).
Franco Gabrielli, commissario delegato all'emergenza del Giglio, durante l'audizione in Commissione Lavori pubblici del Senato, ha parlato dell'intervento di rimozione del relitto, già annunciato dagli esperti delle Unità di crisi (della Protezione civile  e della Costa Crociere) come un intervento complesso, definendolo "un caso unico", senza precedenti paragonabili, perchè non "esiste un caso simile in letteratura". A fare dell'intervento, ha spiegato Gabrielli, un caso pionieristico sono "le dimensioni della nave sia le modalità che attengono alla rimozione".
Uno degli aspetti che pare preoccupare e potrebbe rallentare, o comunque rendere più complesse le operazioni di rimozione, sarebbe lo stato della fiancata della nave appoggiata da 25 giorni sul fondale, sulla quale non solo grava il peso abnorme della nave e l'acqua che la sommerge ma anche il loro congiunto potenziale di danneggiammento strutturale. "La previsione di 7-10 mesi dieci mesi per la rimozione della Concordia – ha sottolineato Gabrielli – è una previsione ottimistica. La situazione è molto complessa, occorre verificare la condizione della fiancata appoggiata sul fondale".

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Foto www.corriereinformazione.it

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