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Naufragio Concordia. Riprendono le ricerche Cronaca

Salito a 6 il numero delle vittime della Concordia con il ritrovamento del corpo di un uomo che si trovava nel secondo corridoio, con addosso il giubbotto salvagente. Scende così a 16 il numero dei dispersi, tra loro una bimba di 5 anni che viaggiava con il papà e con la sua compagna. È in costante evoluzione la situazione dei soccorsi attivi all’isola del Giglio (Grosseto) sul relitto della Costa Concordia. La nave naufragata a poche centinaia di metri dal porto dell’isola dell’Arcipelago toscano è ormai completamente sdraiata sul lato sinistro, appoggiata su di un fondale profondo 37 metri. Rischia, però, di scivolare a 70 metri di profondità ed inabissarsi completamente. La nave, infatti, poggia su di una sorta di scalino roccioso con un’inclinazione di 90 gradi, ma circa il 40% della sua mole è sospeso in bilico sul basamento di alghe e sabbia, mentre il 60% della nave rischia di scivolare verso il fondale più profondo.
C’è il rischio, insomma, che la Concordia possa essere trascinata dalle correnti lungo questo scalino del fondale e venir completamente sommersa dalle acque del Giglio. Anche le operazioni dei sommozzatori, per questo, procedono con molta cautela. C’è il timore, infatti, che un repentino spostamento della nave da crociera sommersa per metà possa coinvolgere i sub coinvolti nelle operazioni di ricerca dei dispersi. Nella serata di ieri, domenica 15 gennaio, è giunta dall’isola dell’Arcipelago toscano la notizia che sono stati trovati dai sommozzatori i corpi privi di vita di due vittime del naufragio poi anche il corpo di un altro passeggero. Con questo ritrovamento l’ultimo bilancio è di 6 vittime e 16 dispersi.
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Il ritrovamento di due sposi coreani e del commissario di bordo
Nelle prime ore della notte di ieri, domenica 15 gennaio, le ricerche di sommozzatori e specialisti dei nuclei speleo-fluviali dei vigili del fuoco sono state premiate con il ritrovamento di una coppia di sposi coreani di 28 anni. Ispezionando cabina per cabina le parti sommerse della Costa Concordia, i sub hanno sentito dei rumori provenienti dal ponte 3. Le manovre di avvicinamento a questa parte della nave sono state condotte con estrema cautela a causa delle correnti e del mare leggermente agitato, ma alla fine i due sposini che si erano imbarcati sulla concordia per il loro viaggio di nozze sono stati tratti in salvo. Hye Jim Jeong e Kideok Han erano rimasti chiusi nella cabina 303 al momento del naufragio ed avevano tentato di farsi sentire dai soccorritori con le loro grida. Dopo la coppia coreana, i soccorritori hanno messo in salvo, poi, il commissario di bordo della Concordia, Manrico Giampetroni. Il cinquantasettenne era stato individuato dai vigili del fuoco durante le ispezioni nella nave sommersa. L’area in cui Giampetroni si trovava era in parte allagata ed in essa erano presenti materiali pericolanti che hanno reso difficoltose le operazioni di soccorso. Dopo l’intervento dei pompieri, però, il commissario di bordo è stato tratto in salvo. A parte una gamba rotta, le sue condizioni sembrano essere buone. «Ho sempre sperato nella salvezza, ho passato 36 ore da incubo», ha dichiarato una volta giunto all’ospedale di Grosseto. Giampetroni, emerge dalle testimonianze di alcuni croceristi, avrebbe soccorso molti passeggeri sul ponte ed in seguito sarebbe sceso al piano sottostante per controllare che non vi fosse più nessuno intrappolato. Scivolato, però, si è rotto una gamba ed è rimasto bloccato nella zona del ristorante del ponte 3.

L’ultimo bilancio aggiornato della tragedia
Giunto sull’isola del Giglio nella mattinata di ieri, 15 gennaio, per verificare da vicino la situazione della nave naufragata, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, aveva dichiarato: «Verifiche incrociate stanno riducendo il numero delle persone disperse. Nell’ultima riunione mi hanno comunicato che all’appello mancherebbero 11 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio». Il numero dei dispersi, cioè, era sceso dai 41 del giorno precedente a 17. E mentre i nomi degli 11 passeggeri che ancora mancano all’appello sono stati diramati dalla stampa a seguito di dichiarazioni dei familiari che non ne hanno notizie, la Costa Crociere non ha comunicato i nominativi dei membri dell’equipaggio che risultano dispersi. Alcuni crocieristi della Concordia che abitano in Toscana e nel Lazio, si spiega, potrebbero aver raggiunto autonomamente le loro abitazioni e non essere stati censiti durante le operazioni di soccorso. Nella provincia di Grosseto, poi, sono circa 800 le persone che attendono di essere assistite dalla compagnia di navigazione per rientrare a casa. Ieri, intanto, due persone che erano a bordo della nave e che erano state date per disperse si sono presentate in un ufficio delle forze dell’ordine a Roma per essere identificate. Si spera che questo caso possa ripetersi anche per le altre persone che ancora mancano all’appello. Il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, ha spiegato che le verifiche delle persone presenti a bordo sono ancora complesse ed in evoluzione, ma in serata è giunta la conferma che all’interno della nave sono stati trovati i corpi di due nuove vittime. Si tratta di due anziani trovati privi di vita all’interno del ponte 3 e con ancora indosso il salvagente. Giovanni Masia, 86 anni, era stato dato per disperso dal quarantanovenne figlio Claudio, che è scampato al naufragio mettendo in salvo la madre, la moglie ed i figli di 8 e 13 anni ed era rimasto in Toscana per cercare il padre. La seconda vittima è, invece, Gual Guillermo, uno spagnolo di 68 anni. C’è incertezza, invece, sul ritrovamento di un terzo cadavere che potrebbe essere stato individuato ancora nella zona del ponte 3. Le operazioni di soccorso continuano ed il nuovo bilancio della tragedia della Concordia è, dunque, di 5 vittime e 15 dispersi.

Le indagini e le polemiche
Mentre le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono, il procuratore della Repubblica grossetano, Francesco Verusio, riferisce che l’impatto della Costa Concordia con gli scogli delle Scole sarebbe avvenuto a circa 150 metri da riva, una distanza risibile dalla terraferma per una nave da crociera. La nave, al di là di quanto operato dal comandante, Francesco Schettino, per mettere in salvo i passeggeri, non doveva comunque viaggiare così sottocosta. Tuttavia non esiste alcuno specifico divieto per le navi da crociera di transitare nel tratto compreso fra l’Argentario e l’isola del Giglio, un tratto di mare con fondale molto frastagliato e, dunque, di pericolosa percorrenza. «Chiedo che vi siano regole precise, ben fatte e dei controlli; – ha dichiarato perciò il Governatore toscano, Enrico Rossi, in un’intervista di ieri a Sky Tg24 – sono convinto che con la strumentazione tecnica si possa verificare dove vanno le navi e che rotte seguono, per garantire maggiore sicurezza ai cittadini che vivono nell’Arcipelago toscano». Emerge anche che il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, avrebbe espressamente ringraziato Costa Crociere con una mail per aver fato passare le proprie grosse navi nei pressi dell’isola. E monta una nuova polemica. Il procuratore Verusio, però, ha ricordato che ai fini delle indagini sul naufragio della Concordia sarà fondamentale la testimonianza della scatola nera della nave ritrovata ieri dai sub. Grazie alle sue registrazioni sarà possibile conoscere i comandi dati da chi pilotava la nave al momento dell’impatto con lo scoglio che ha aperto la falla di 70 metri sulla chiglia e che cosa sia successo durante le operazioni di avvicinamento alla costa del Giglio. La scatola nera è al momento all’esame della Guardia Costiera, ma dalle prime analisi di essa emergerebbe che l’impatto con lo scoglio sarebbe avvenuto intorno alle 21:45, mentre l’allarme sarebbe stato lanciato alle 22:43 circa, ossia ben un’ora dopo il danneggiamento della nave da crociera.

Foto www.luogocomune.net

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