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Naufragio Concordia: Schettino non assunse droga la sera del naufragio Cronaca

Due importanti novità nelle indagini sul naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio. Ieri, 17 febbraio, nella Procura di Grosseto i pubblici ministeri hanno interrogato alcuni degli ufficiali che quella sera erano a bordo della nave da crociera per ottenere informazioni sulla persona che ha girato il video in plancia pubblicato dal Tg5. I pm grossetani stanno valutando se, dal punto di vista penale, possano essere iscritte nel registro degli indagati altr persone apartenenti all’unità di crisi di Costa Crociere. Al momento, comunque, gli unici due indagati per il naufragio dell’isola del Giglio restano il capitano Francesco Schettino (agli arresti domiciliari) ed il suo secondo, Ciro Ambrosio (a piede libero). Il procuratore di Grosseto,  Francesco Verusio, ha dichiarato: "ogni giorno si aggiunge un elemento di conoscenza nuovo, però c'è ancora qualcosa che ci sfugge. La sensazione è che qualcuno non abbia detto tutto. Stiamo cercando di mettere insieme tutte le testimonianze raccolte fino ad oggi per cercare di ricostruire quello che è accaduto sulla plancia di comando la sera dell'incidente". Secondo indiscrezioni, sarebbe però stato un fotografo di bordo a girare il video in plancia e le discordanze nell’orario e nella data che appaiono in sovraimpressione nelle riprese, sarebbe dovuta ad un mancato aggiornamento di data ed ora della telecamera rispetto a quando sarebbero effettivamente state girate. Sempre sul fronte delle indagini, si apprende oggi, 18 febbraio, che la perizia tossicologica condotta dall’Università Cattolica di Roma su capelli ed urine del capitano Schettino farebbe escludere che abbia assunto alcool o droghe la sera del naufragio. “Gli accertamenti sui campioni biologici di Francesco Schettino – ha spiegato il dottor Marcello Chiarotti, che ha condotto la perizia tossicologica come consulente della Procura di Grosseto – sono stati conclusi e hanno prodotto risultati analitici utili per rispondere con certezza ai quesiti posti dalla procura. Gli esiti non lasciano alcun dubbio nè alcuna nullità. La prossima settimana consegnerò la mia relazione secondo i tempi previsti”. Sulla parte esterna del capello analizzato, però, sarebbero state rilevate delle contaminazioni da cocaina. Sembrerebbe, dunque, che la sera del naufragio Schettino non abbia consumato droga, ma che la contaminazione possa venir attribuita al  possibile sfioramento dei capelli di Schettino da parte di qualcuno che aveva maneggiato cocaina. L’analisi del capello, notoriamente, è capace di risalire molto tempo indietro e non rivelerebbe consumo di stupefacenti da parte del capitano della Costa Concordia. Il Condacons, però, fa notare che le analisi della Cattolica non avrebbero rilevato nemmeno la presenza di benzodiazepine, cosa che contrasterebbe con quanto dichiarato dallo stesso Schettino, il quale avrebe mmesso di aver assuto ansiolitici nella serata del 13 gennaio. Il dottor Settimio Grimaldi, consulente di parte dell’associazione dei consumatori, ha assistito alla perizia assieme all’avvocato Giuliano Leuzzi ed ha dichiarato di ritenere inattendibili i risultati della perizia a causa del cattivo stato di conservazione dei reperti (urine e capelli). Per questo Codacons ha chiesto dunque nuove ed approfondite indagini per capire da dove provenga la cocaina rinvenuta sui capelli di Schettino. In risposta all’associazione dei consumatori, gli avvocati difensori di Schettino hanno risposto di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito ad eventuali problemi nelle analisi di laboratorio e che Codacons dovrà giustificare le sue dichiarazioni.

Svuotati i primi quattro serbatoi della Costa Concordia
Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha annunciato, d’intesa con il commissario per l’emergenza dell’isola del Giglio, Franco Gabrielli, che il 1 marzo si terrà un nuovo vertice per fare il punto sullo stato di avanzamento delle operazioni sul relitto della Costa Concordia. Il defueling, intanto, continua. Agevolati dalle buone condizioni meteorologiche, i tecnici della Neri & Smit hanno svuotato i primi 4 serbatoi di prua della nave da crociera, nei quali erano contenuti complessivamente 952 metri cubi di carburante. Restano da recuperare ancora 1.428 metri cubi si gasolio che, secondo le previsioni della società olandese incaricata del defueling, potrebbero esser rimossi in circa 3 settimane lavorative se il clima non dovesse peggiorare. Sul fronte dell’inquinamento, per fortuna, le notizie che giungono da Arpat sono ancora confortanti. L’acqua del mare del Giglio non risulta ancora inquinata. I test di tossicità sui campionamenti del 16 febbraio sono risultati negativi ed idrocarburi, solventi, tensioattivi sono nei parametri di normalità. Prosegue anche il monitoraggio sulle condizioni dello scafo e sui movimenti del relitto. Gli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze ed i tecnici di Ispra ed Arpat, si legge in una nota della Protezione civile, confermano che non si segnalano anomalie nei valori registrati, ma che la compenetrazione avvenuta tra parte dello scafo della nave e la roccia su cui poggia, sarebbe semmai un fenomeno che indicherebbe un ancoraggio ulteriore della nave al fondale. Secondo Gabrielli, che ha annunciato la ripresa delle operazioni di ricerca dei dispersi nel ponte 4 completamente sommerso, non vi sarebbero al momento giustificati motivi per fare allarmismo sulla stabilità della nave.

Foto: vancouverchristiancenter.org

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