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Video dalla plancia della Concordia mandato in onda dal Tg5 Cronaca

Nell’edizione delle 20:00 di ieri, 10 febbraio, il Tg5 ha mandato in onda un filmato ripreso il 13 gennaio nella plancia di comando della Costa Concordia. La nave da crociera aveva da poco urtato lo scoglio delle Scole ed era divenuta praticamente ingovernabile. Le immagini sono a tratti nitide ed a tratti sfocate. Sono momenti concitati.  «I motori non ci stanno proprio. Stanno andando al diavolo», dice una voce. «Praticamente ci sta uno squarcio e l'acqua viene giù», continua. La nave è ormai fuori controllo ed il capitano Francesco Schettino, assieme ai suoi ufficiali, cerca di capire come comportarsi. «Stiamo scarrocciando a terra, quanti metri abbiamo?», si sente nel video. «Cento metri», viene risposto. «Aspettiamo che scarrocciamo un altro poco in acque più basse, poi diamo fondo all'ancora e vediamo», dice una voce che probabilmente è quella di Schettino. «Che facciamo?», chiede più volte qualcuno all’interno della plancia. «Comandante – dice uno degli ufficiali di bordo a Schettino – i passeggeri stanno cominciando a entrare nelle lance da soli». «Vabbuò», risponde il capitano della Concordia. Nel video si avverte grande confusione. Il capitano non sa che pesci prendere, ed in plancia c’è un via vai di gente che non sa cosa fare. Sembra quasi che Schettino sia calmo. La sua flemma, però, non sembra quella di chi sa come comportarsi di fronte all’emergenza in corso, quanto, semmai, quella di chi è stato preso alla sprovvista e non si rende ben conto di quanto la situazione sia compromessa. «Ora devo dare l'emergenza generale», si sente ancora nel video. «Aspetta, aspetta», dice però un’altra voce. «Devo dare l'emergenza generale», riprende però la prima. Poi all’altoparlante viene annunciato, in più lingue, l’allarme.

La Procura di Grosseto acquisisce il video
Immediatamente dopo la pubblicazione del video da parte della testata giornalistica di Mediaset, il procuratore Francesco Verusio ha annunciato che la Procura di Grosseto ha acquisito la testimonianza filmata e la depositerà agli atti dell’inchiesta sul naufragio del Giglio, compresa la parte di esso che non è stata trasmessa in onda.  «Il video è di sicuro interesse investigativo», ha dichiarato Verusio. «Conferma in qualche modo, ad eccezione dei dettagli, la prima ricostruzione dei fatti ottenuta tramite le testimonianze degli ufficiali di plancia che abbiamo sentito, alcuni anche più di una volta», ha spiegato il procuratore. Secondo Verusio il video potrebbe permettere agli inquirenti di verificare la verdicità di alcune testimonianze di personaggi chiae della vicenda della Costa Concordia. E quando gli è stato chiesto chi avrebbe, a suo modo di vedere, filmato le immagini, Verusio risponde: « Un'idea ce l'ho, ma non ve la dico». Sempre sul fronte dell’inchiesta, si apprende dai pubblici ministeri grossetani che martedì 14 febbraio verranno ascoltati, come persone informate dei fatti, l’amministratore delegato di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, ed altri tre componenti del  comitato di crisi di Costa, Alessandro Carella, Fabrizia Greppi e Paolo Parodi. Ieri, 10 febbraio, è stato interrogato invece per 4 ore Gianni Onorato, direttore generale della compagnia di navigazione genovese. Durante la prossima settimana, si apprende inoltre, i pm grossetani potrebbero valutare nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Per il momento, infatti, risultano indagati per il naufragio del Giglio soltanto il capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, ed il suo primo ufficiale, Ciro Ambrosio. È notizia dell’ultima ora anche che la venticinquenne moldava Domnica Cemortan avrebbe ammesso di fronte ai magistrati di aver inviato una mail a Schettino dopo il naufragio. «Ti odio», avrebbe scritto la “bionda del mistero” al capitano della Concordia. «Devi essere forte», gli avrebbe però anche spiegato la presunta amante. La venticinquenne moldava avrebbe spiegato poi ai magistrati di essere stata nella cabina di Schettino dopo l’urto con lo scoglio delle Scole e di aver qui preso gli indumenti per lei e per il capitano, nonché il computer che in seguito Schettino avrebbe consegnato ad una seconda donna una volta giunto sull’isola del Giglio.


Il defueling potrebbe partire lunedì 13 febbraio
È ormai trascorso praticamente un mese dal naufragio della Costa Concordia nelle acque dell’isola del Giglio ed ancora il carburante rimane stipato nei serbatoi della nave da crociera arenata sulle secche della Gabbianara. I risultati dei campionamenti effettuati da Arpat il 9 febbraio nel mare dell’isola toscana non hanno evidenziato tossicità. Le acque del Giglio non sono inquinate. Idrocarburi, solventi e tensioattivi risultano ancora nella norma. A destare preoccupazione sono stati semmai, nella giornata di ieri, 10 febbraio, i movimenti del relitto. Lo scafo della Concordia, infatti, si è mosso di circa 8 millimetri l’ora, ossia otto volte di più di quanto registrato nelle scorse settimane dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, che operano il monitoraggio sul relitto della nave da crociera. Fortunatamente, però, nel tardo pomeriggio il moto ondoso si è andato attenuando ed i movimenti dalla Concordia sono tornati in diminuzione. Se le condizioni meteo-marine non dovessero peggiorare, il pompaggio del carburante dai primi 6 serbatoi della nave potrebbe iniziare lunedì 13 febbraio. In essi è contenuto il 67% del gasolio presente nel relitto, ossia 1.518 metri cubi di carburante.

 

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Foto: www.ecoo.it

 

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