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Costa Crociere. Causa da 460 mln di dollari alla Carnival. Domani inizio defueling Cronaca

Sei passeggeri della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio all'Isola del Giglio, arenandosi e restando per metà sommersa sugli scogli di Punta Gabbianara, hanno fatto ieri causa a Miami contro il gruppo americano Carnival, proprietario della compagnia armatrice Costa Crociere. Hanno chiesto un risarcimento complessivo di 460 milioni di dollari, con l'accusa alla compagnia di negligenza marittima. Dalla Florida Marc Bern, l'avvocato dei sei passeggeri, ha rifrito all'Afp (Agence France Press), sia a New York che in Italia, che la causa è stata intentata presso un tribunale di Miami perchè è in questa città che si trova la sede del gruppo Carnival. Un altro avvocato dei sei passeggeri sabato scorso, Mitchell Proner, aveva annunciato l'intenzione di avviare una class action a Miami contro i proprietari della Concordia, ma la causa avviata ieri non è collettiva. Il gruppo Carnival, interpellato dall'Afp, non ha rilasciato commenti.
Ieri attraverso l'accordo tra alcune associazioni di conumatori (Adoc in primis) e Costa Crociere, la comoagnia armatrice si è impegnata a risarcire i passeggeri che erano a bordo della nave, che non sono rimasti feriti nell'incidente e che non sono familiari delle vittime (27 gennaio Naufragio al Giglio, accordo per risarcimento a circa 3000 passeggeri)

Secretato l'interrogatorio del vice comandante della Concordia
Il primo ufficiale di coperta della nave da crociera Costa Concordia, Ciro Ambrosio, indagato per omicidio plurimo colposo insieme al comandante della nave Francesco Schettino (accusato anche di naufragio e abbandono della nave) è stato ascoltato ieri per cinque ore dai magistrati della procura di Grosseto. Il suo legale, l'avvocato Salvatore Catalano, ha detto che l'interrogatorio è statao secretato e che l'assistito non può rilasciare dichiarazioni. Ambrosio è stato l'ultimo ad avere il comando della nave prima di cederlo a Schettino vicino al Giglio: "Ha avuto la guida al timone da Civitavecchia – ha detto Catalano – fino a quando il comandante Schettino non ha preso i comandi". “Ha lasciato la nave tra gli ultimi – ha conlcuso Catalano – quando ha creduto che sul suo lato non ci fossero più persone a bordo. Ha raggiunto a nuoto lo scoglio dove c'era già Schettino".

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Foto www.mondoinformazione.com

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