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Naufragio Giglio: 1° anniversario senza la Concordia Cronaca

Isola del Giglio (Grosseto) – Alle 21:45 del 13 gennaio 2012, esattamente tre anni fa, la Costa Concordia urtava uno scoglio del gruppo delle Scola durante un fatale quanto inspiegabile “inchino” all’isola del Giglio. Successivamente la nave “scarrocciava” verso il porto dell’isola dell’Arcipelago toscano. E qui si adagiava su un lato, mietendo 32 vittime fra passeggeri e membri dell’equipaggio. Vittime di quest’assurda tragedia che salirono, poi, a 33 con il decesso di un sommozzatore impegnato nelle operazioni di rigalleggiamento del relitto successive alla tragedia.

Oggi, dunque, è il terzo anniversario del naufragio del Giglio. Il primo senza la Concordia. L’attenzione dei media è scemata. Sull’isola mancavano molti dei parenti delle vittime che avevano presenziato alle due precedenti ricorrenze del naufragio. Mancavano anche il presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi, ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Mancavano alcuni dei naufraghi.

Ma se alcuni erano assenti, altri hanno deciso di presenziare alla giornata del ricordo. Giornata iniziata alle 12.00, con una messa solenne nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano di Giglio Porto. Assoluto protagonista, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha polarizzato su di sé l’attenzione. “Oggi sono al Giglio in rappresentanza del Governo per testimoniare il profondo rispetto delle vittime. Non ricordarle doverosamente sarebbe come ucciderle due volte”, ha dichiarato Galletti. Quanto alla rimozione del relitto, ha spiegato il ministro, non è lecito alcun “trionfalismo”, dato che la rimozione della Concordia è stata semplicemente “un atto dovuto nei confronti dell’isola del Giglio”.

La ripulitura dei fondali della Gabbianara
Ovviamente, il ministro è stato incalzato dai giornalisti sul tema del ripristino dei fondali di Punta Gabbianara, dove la nave è rimasta adagiata su un fianco per oltre due anni. “I lavori di ripristino ambientale vanno avanti come previsto”, ha spiegato Galletti. Affidati alla ditta ravennate Micoperi (già impegnata nelle operazioni di rimozione del relitto assieme a Titan Salvage), i lavori hanno preso il via a fine 2014 e sull’isola del Giglio sono operativi 85 addetti (che potranno salire a 150 unità nei periodi di massimo impegno). Al momento Micoperi sta effettuando la ripulitura del fondale della Gabbianara  (circa 4.000 metri quadrati) dai detriti. Conclusa la prima fase di pulizia, verranno prima rimossi gli 11 blocchi di ancoraggio installati per dare stabilità al relitto, quindi i sacchi di cemento e le 6 piattaforme utilizzate durante le operazioni di rotazione della Concordia. Seguirà la rimozione dei sacchi di cemento usati come falso fondale e degli altri detriti che le precedenti operazioni avranno provocato. Il tutto dovrebbe richiedere circa 15 mesi, per un costo totale di circa 85 milioni di dollari.

La questione delle piattaforme
Sulla rimozione delle piattaforme usate per la rimozione del relitto, i pareri sono discordanti. L’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia vorrebbe ricavarvi una sorta di “tempio sacro” dei sommozzatori ed un luogo di ricordo delle vittime del naufragio. Anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, è a favore del mantenimento di queste strutture. Intervenendo al Giglio in occasione dell’anniversario del naufragio, ha infatti spiegato che “il fondale ormai non tornerà più quello di prima” e che tanto vale accontentare gli abitanti del Giglio e lasciare le piattaforme laddove si trovano adesso. Di tutt’altro avviso sia il ministro Galletti che il sindaco gigliese, Sergio Ortelli. Per il titolare del dicastero dell’Ambiente, infatti, “la rimozione delle piattaforme è indispensabile sia dal punto di vista ambientale che legale. Da una parte ce lo impongono le direttive europee, dall’altra la salvaguardia dell’ambiente considerato che le piattaforme non potranno durare per sempre”. “Solo con il ripristino dei fondali – ha dichiarato sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Ortelli – attraverso la rimozione delle strutture costruite, dei materiali apportati e dei sedimenti ci sarà per tutti noi la vera conclusione della vicenda”.

Il saluto del comandante arrabbiato
“Le 33 vittime di questa tragedia non dovranno mai essere dimenticate”, ha dichiarato Gabrielli uscendo dalla messa di Giglio Porto. E per non dimenticare quella tragica sera che lo ha reso giustamente famoso, il comandante Gregorio De Falco è tornato anche questa volta sull’isola dell’Arcipelago toscano. “Rifarei esattamente tutto quello che ho fatto quella notte”, ha dichiarato quello che, per molti, è stata la nemesi del capitano Schettino. Il suo “torni a bordo cazzo!” è stato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, ma il comandante è stato lo stesso rimosso dal suo incarico. “Sono stato punito”, accusa senza mezzi termini. “Non chiedo di tornare al mio precedente incarico, ma di ricoprire un ruolo più idoneo alle mie attitudini”, ha concluso De Falco.

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