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Naufragio Giglio: Carnival a processo il 23 luglio Cronaca

Il naufragio della Costa Concordia continua a far parlare di sé. È di oggi, infatti, la notizia che il 23 luglio si svolgerà la prima udienza del processo californiano contro la Carnival Corporation, che controlla la Costa Crociere. Il processo ruoterà attorno alle accuse dell’avvocato statunitense John Eaves, che accusa Carnival e la sua divisione Hess (Healt Enivornmental, Safety & Security) di negligenza dolosa per l’architettura della nave, nonché di scarsa attenzione alla sicurezza sulle navi da crociera del gruppo Costa, compresa la poca preparazione dell’equipaggio che si trovò a fronteggiare il naufragio del 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio. Dopo aver incontrato i vertici della società Carnival, l’avvocato americano ha chiesto un “danno punitivo” per il naufragio. In sostanza è stato richiesto che la multinazionale delle crociere debba corrispondere ai naufraghi sostanziosi risarcimenti, nonché che vengano corrisposti a passeggeri ed equipaggio della Concordia (sono oltre 300 le persone difese dal legale statunitense) degli indennizzi per i danni subiti.

E mentre dall’altra parte dell’oceano torna a far notizia il processo, interrotto a Grosseto a causa dello sciopero degli avvocati delle scorse settimane, al Giglio subacquei della polizia giudiziaria e periti della Procura del capoluogo maremmano (compresi alcuni biologi) si sono immersi oggi, martedì 16 luglio, nei pressi del relitto per verificare quanto l’ambiente marino gigliese sia stato effettivamente danneggiato dal naufragio del 13 gennaio 2012. Il sopralluogo sottacqua è stato disposto dalla Procura di Grosseto per l’accusa del Ministero dell’Ambiente di disastro di habitat marino, della quale dovrà rispondere il capitano Francesco Schettino. Ma nonostante tutto, le ultime analisi di Arpat sulle acque del Giglio sembrano confermare che il mare dell’isola dell’Arcipelago toscano resta cristallino. Idrocarburi, tensioattivi e solventi sono risultati, dall’esame dei campionamenti del 9 luglio, ancora una volta inferiori ai valori critici. Rilevate, invece, leggere ma diffuse tracce di ammonio nei pressi del relitto.

Nei giorni scorsi, però, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, era tornato a tuonare contro le scarse rassicurazioni date dal consorzio composto da Titan Salvage e da Micoperi, le due aziende (americana l’una, ravennate l’altra) incaricate da Costa Crociere della rimozione del relitto, sulla sicurezza delle operazioni di rimozione, appunto. “Se loro non ci forniranno tutta una serie di assicurazioni, la nave permarrà nella condizione in cui è fino al prossimo anno, quando le condizioni meteo-marine consentiranno di rimetterla in asse in assoluta sicurezza", ha spiegato Gabrielli. La Protezione Civile avrebbe delle perplessità non tanto sul parbuckling (la fase di rotazione), quanto sulla rimessa in posizione verticale della nave da crociera. Il timore è soprattutto per le mareggiate, che di solito si abbattono sulle coste gigliesi fra ottobre e novembre.

Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, dal canto suo ha fatto proprie le preoccupazioni di Gabrielli. Costa Crociere ha però assicurato che la rotazione avverrà a settembre, ha proseguito il primo cittadino gigliese, e “l’impegno di Costa preso davanti al Ministro dell'ambiente Orlando era quello di presentare un piano complessivo di rimozione che trattasse non solo il tema del porto di destinazione ma soprattutto le questioni della rotazione e del rigalleggiamento della nave con tempistiche una volta per tutte definitive. E su questo adesso vogliamo certezze". “I gigliesi e la loro amministrazione – ha concluso Ortelli – sono sempre stati ad ascoltare e hanno sempre anteposto l’interesse collettivo a quello personale. Ma adesso ciò che chiediamo al privato, sul cui capo grava l’ordine di rimozione nei momenti successivi alla tragedia, che rimane l’unico titolare e responsabile delle attività è di fare chiarezza. Chiarezza sui lavori e sui tempi di rimozione. In una parola, pretendiamo rispetto per l’Isola del Giglio e i suoi abitanti, lo stesso che noi mostrammo la notte del 13 gennaio 2012 per un’azienda alla deriva”.

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