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Naufragio Giglio, conclusa l’udienza incidente probatorio. Nuova accusa per Schettino Cronaca

L’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia si è aperta ufficialmente alle 9:00 della mattina di oggi, 3 marzo. In realtà, però, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha fatto il suo ingresso al Teatro Moderno poco dopo le 11:00 in quanto i lavori sono slittato a causa della registrazione delle circa 200 persone che hanno preso parte all’udienza, fra legali e parti offese. Quando il gip è entrata, tutti si sono alzati in piedi. L’avvocato del comandate Francesco Schettino, Bruno Leporatti, si è alzato dalla sua poltrona ed è andato a salutare il procuratore grossetano Francesco Verusio. Il capitano della Costa Concordia non era presente in aula. Schettino, aveva spiegato Leporatti prima dell’udienza, è addolorato per le vittime del naufragio, ma non prenderà parte all’incidente probatorio in quanto il clima creatosi attorno alla sua figura renderebbe pericolosa la sua presenza. Come Schettino hanno deciso di non essere presenti al Teatro Moderno anche gli altri  8 indagati dell’inchiesta sul naufragio del 13 gennaio. L’avvocato di Ciro Ambrosio, Salvatore Catalano, aveva anch’esso annunciato nella giornata di ieri, 2 marzo, che il suo assistito non sarebbe stato dell’udienza ed aveva ribadito che il secondo di Schettino era stato sollevato dalle sue responsabilità dal comandante ed aveva di sua iniziativa ordinato di buttare in mare le scialuppe, mettendo in pratica quello che in termini tecnici si dice un ammutinamento. Prima di entrare al Teatro Moderno tutti i partecipanti all’udienza sono stati controllati ed è stato loro ribadito, come scritto anche a chiare lettere nei molti cartelloni affissi in sala, che non era possibile effettuare foto o video durante i lavori d’aula.

Il gip ha escluso le associazioni ambientaliste e dei consumatori dai lavori d’aula
All’udienza di oggi, 3 marzo, il gip Valeria Montesarchio aveva ammesso come parti offese i familiari delle vittime, i passeggeri ed i dipendenti della Costa Concordia presenti sulla nave nella serata del 13 gennaio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Ministeri, il commissario straordinario Franco Gabrielli, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, la Regione Toscana, gli abitanti dell’isola del Giglio, le ditte che hanno interessi sull’isola o all’Argentario, le associazioni ambientaliste e dei consumatori, nonché quelle del trasporto aereo, marittimo e ferroviario. L’avvocato difensore del capitano della Costa Concordia, Bruno Leporatti, ha però chiesto l’esclusione dall’incidente probatorio sulla scatola nera delle associazioni e delle istituzioni ammesse come parti offese, mentre l’avvocato Giulia Buongiorno, che cura la class action per un gruppo di passeggeri della nave naufragata nelle acque del Giglio, ha chiesto l’esclusione di Costa Crociere dall’aula. Il gip ha allora estromesso tutte le parti diverse da familiari delle vittime, passeggeri ed equipaggio, le istituzioni (Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comune di isola del Giglio, Ministero dell’Ambiente, Ministero degli Interni e Ministero dei Trasporti). Escluse dall’udienza anche le associazioni ambientaliste e dei consumatori, come Legambiente, Lipu e Codacons. Costa Crociere, invece, è potuta rimanere in aula come responsabile civile che nell'incidente probatorio può esercitare la opponibilità. Carlo Rienzi, presidente di Codacons, ha annunciato che l’associazione dei consumatori potrebbe costituirsi parte offesa ed ha definito «una decisione molto grave, sbagliata, che depone molto male e toglie la possibilità ai cittadini di essere presenti a un processo così importante» quella del gip Valeria Montesarchio di escludere Codacons dall’udienza di oggi. «Un errore», l’ha invece definita Pier Paolo Lucchesi, avvocato di Sos Concordia, un’associazione di cittadini dell’isola del Giglio che avevano deciso di costituirsi parte offesa nel processo per il naufragio del 13 gennaio. La difesa di Schettino e Costa Crociere, hanno spiegato i rappresentanti delle associazioni escluse dall’udienza del Teatro Moderno di Grosseto, vorrebbe un processo senza le associazioni dei consumatori ed ambientaliste per coprire i loro errori. Codacons, invece, intende approfondire le indagini sul personale di bordo e la sicurezza sulla nave naufragata all’isola del Giglio. Probabilmente verranno tirate in ballo anche le Capitanerie di porto, che non avrebbero utilizzato al meglio la strumentazione di sorveglianza in loro dotazione.

Nuova accusa per Schettino: distruzione e deterioramento di habitat in sito naturale protetto
Prima dell’incidente probatorio il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, aveva dichiarato di ritenere che le analisi sulla scatola nera della Costa Concordia avrebbero permesso di accertare nuove responsabilità per il naufragio del 13 gennaio. In aula, però, il pm grossetano ha chiesto qualcosa di più. Ha presentato al gip Valeria Montesarchio una nuova accusa nei confronti del capitano Francesco Schettino e degli altri 8 indagati: distruzione e deterioramento di habitat in un sito naturale protetto. Questo nuovo reato, sulla base di una legge del 2011, prevede 18 mesi di carcere ed il pagamento di un’ammenda. La nuova accusa si aggiunge a quelle già contestate dalla Procura di Grosseto, ossia omicidio plurimo colposo, naufragio, lesioni, abbandono dei passeggeri e omesse comunicazioni alle autorità marittime. A margine dell’udienza del Teatro Moderno si è appreso anche che la Procura grossetana ha confermato che il computer sul quale la polizia postale stava conducendo accertamenti in quanto si riteneva quello di Schettino, in realtà non sarebbe il pc portatile del comandante della Costa Concordia.

Costa Crociere non è più parte offesa
Costa Crociere, aveva spiegato ieri, prima dell’udienza del Teatro Moderno, l’avvocato Marco De Luca, legale difensore della compagnia di navigazione genovese, non ha responsabilità nel disastro dell’isola del Giglio. Dopo l’udienza, però, Costa Crociere non si configura più come parte offesa nel processo. La compagnia, ha spiegato De Luca al termine dell’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Concordia, rimane nel procedimento come parte danneggiata per la perdita della nave e si riconosce come responsabile civile per il danno causato dai propri dipendenti, ma sarebbe estranea a qualsiasi ipotesi di reato. Al termine dell’udienza, poi, ha parlato anche il difensore di Schettino. L’avvocato Leporatti ha chiarito che il suo assistito si attende che dagli esami sulla scatola nera della Concordia venga confermato quanto riferito agli inquirenti. Circa la nuova accusa richiesta dal procuratore grossetano Francesco Verusio, poi, Leporatti ha chiarito che la zona in cui è naufragata la nave da crociera non rientra nell’Arcipelago Toscano e che non si tratta, dunque, di una distruzione di habitat in sito protetto. 

Nominati i periti che dovranno esaminare la scatola nera
Al termine dell’udienza, il gip Valeria Montesarchio ha annunciato che la prossima convocazione è fissata per il 21 luglio e che in tale data i periti incaricati di rispondere ai quesiti proposti dal Tribunale di Grosseto dovranno presentare le loro relazioni. I periti incaricati di aprire ed esaminare la scatola nera della Concordia, dunque, sono stati designati nell’udienza di oggi. Dai risultati del loro lavoro sarà chiarito cosa accadde il 13 gennaio prima, durante e dopo l’impatto con lo scoglio delle Scole. Posizione della nave, velocità, orientamento, dati registrati dai radar e relativi alla spinta ed alla propulsione della nave, tenuta delle porte stagne, velocità delle eliche, posizione del timone e suo funzionamento dopo l’urto con lo scoglio, comunicazioni interne alla plancia e con l’esterno della nave, fra la plancia ed i ponti della nave, fra sala macchine e plancia, della plancia ai passeggeri: tutti dati, questi, che saranno ricavati analizzando la complessa strumentazione elettronica della Concordia. In particolare, si cercherà di capire se dalla scatola nera sarà possibile verificare se Schettino abbia davvero, come ha affermato, manovrato il timone in modo da condurre la nave vicino al porto del Giglio.

Concluso il defueling dei 9 serbatoi della zona di poppa
Lo svuotamento degli ultimi tre serbatoi della zona di poppa della Costa Concordia è terminato ieri, venerdì 2 marzo. Grazie alle favorevoli condizioni meteo-marine i tecnici della joint venture Smit (olandese) & Neri (di Livorno) hanno rimosso dal relitto, fino ad oggi, 1.671,6 metri cubi di idrocarburo. Il defueling si sposterà adesso sulla sala macchine e sui rimanenti 8 serbatoi che ancora non sono stati svuotati. La flangiatura su di essi è iniziata oggi, 3 marzo, e gli operatori hanno già rimosso, mediante l’utilizzo di skimmer, 3 metri cubi di idrocarburi che venivano rilasciati da alcune falle dello scafo. È stato anche già realizzato il varco che consentirà ai tecnici incaricati delle operazioni di defueling di accedere alla sala macchine. I palombari della Marina Militare ed i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno continuato le ricerche dei 7 dispersi che ancora mancano all’appello ispezionando ascensori della zona di prua, anfiteatro ed alloggi dell’equipaggi della Concordia. Ancora non è stato individuato alcun corpo. Positive, per fortuna, le notizie che giungono dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, secondo i quali i movimenti del relitto restano costanti e poco significativi. Buone notizie anche dalle analisi batteriologiche condotte da Arpat sui campionamenti del 26 febbraio, che non hanno evidenziato anomalie. I campionamenti del 29 febbraio, poi, dicono che le acque dell’isola del Giglio non presentano fenomeni di inquinamento e che i test di tossicità risultano ancora negativi. L’azoto resta sopra i livelli di riferimento, ma idrocarburi, solventi e tensioattivi sono inferiori alle soglie di rilevabilità.

Foto: www.rainews24.it

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