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Concordia, defueling ancora fermo. La Cemortan irrilevante nell’esito del riesame Cronaca

Il ruolo di Domnica Cemortan, la “bionda del mistero”, sarebbe «assolutamente irrilevante» nella decisione del tribunale del riesame di Firenze circa i ricorsi presentati, per opposti motivi, dalla difesa di Francesco Schettino e dalla Procura di Grosseto in merito alla decisione del giudice per le indagini preliminari di Grosseto di concedere al capitano della Costa Concordia gli arresti domiciliari. La zia della venticinquenne moldava che la sera del naufragio della nave da crociera nelle acque del Giglio era a cena con Schettino, è intervenuta nella serata di ieri per difendere la nipote dalle illazioni circa un suo rapporto intimo con il capitano della Concordia. Domnica, ricorda la zia, è una ragazza forte che ha però sofferto molto per la morte del padre, annegato nel 1996. «Mia nipote l’amante di Schettino? Non penso proprio», ha dichiarato la donna. «Tante cose – ha continuato la zia di Domnica Cemortan – sono state interpretate in modo sbagliato su questa vicenda. Fatemi vedere se un passeggero ha fatto una foto di loro due insieme, se c'è stata una carezza, un abbraccio, un bacio. Non risulta». Rimane il fatto, però, che gli indumenti della giovane moldava sono stati ritrovati nella cabina di Schettino durante le operazioni di ricerca dei dispersi all’interno del relitto.
Oggi alle 17 è atteso l'arrivo di Franco Gabrielli, il commissario delegato all'emergenza del Giglio, che incontrerà la cittadinanza, come ha promesso di fare una volta alla settimana.

Per quanto riguarda il defueling, una nota della Protezione civile ha annunciato, sempre nella serata di ieri, 6 febbraio, che le operazioni sul relitto della Costa Concordia sono state nuovamente sospese a causa del maltempo. I venti, come previsto, si sono rinforzati ed è stato impossibile riprendere le attività di flangiatura, preliminari allo svuotamento dei serbatoi. A causa del mare mosso, il pontone Meloria non ha potuto abbandonare il porto dell’isola del Giglio ed anche le attività subacquee sul relitto arenato sulle secche della Gabbianara sono state interrotte. Il monitoraggio degli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze sui movimenti della nave non ha fatto registrare, nella giornata di ieri,variazioni significative. Continua anche l’attività di controllo dell’inquinamento causato dal relitto della nave da crociera nelle acque del Giglio da parte di Ispra ed Arpat.
Una possibilità per completare la flangiatura, con l'installazione delle ultime valvole sui primi sei serbatoi, potrebbe esserci tra domani e giovedì 9 febbraio, secondo il bollettino meteo marino dell'Isola del Giglio del Lamma. Servono infatti ancora alcune ore di lavoro prima di poter avvare l' aspirazione del combustibile dai serbatoi.

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Foto: www.protezionecivile.gov.it

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