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La Concordia non vacilla alle scosse di terremoto Cronaca

«La Smit mi ha comunicato una possibile leggerissima dilazione, da sabato si slitterebbe a domenica a causa di un ritardo per le operazioni di apertura del varco effettuato stamane», ha detto Franco Gabrielli, commissario per l’emergenza dell’isola del Giglio, riferendosi alle microcariche fatte brillare questa mattina per ispezionare la parte sommersa del ponte 5. Le operazioni di defueling, ha annunciato definitivamente Gabrielli, inizieranno domenica e non sabato come in un primo momento preventivato. Non ci si discosta molto da quanto detto in precedenza, ha rimarcato il commissario della Protezione civile, ma ogni momento che si perde aumenta il rischio per l’ambiente. Nel pomeriggio, ad esempio, vicino al molo del porto dell’isola del Giglio sono state segnalate da alcune persone del posto delle macchie bianche collose, ma la Protezione civile non è riuscita ad individuarle. La nave, ha annunciato Gabrielli, è stabile e non ha vacillato nemmeno per la scossa di terremoto di magnitudo 5,4 avvertita alle 16.00 e con epicentro in provincia di Parma. Gli strumenti sistemati sul relitto della Concordia per controllarne gli spostamenti millimetrici sono però andati in saturazione. «I movimenti della nave – ha dichiarato il professor Sandro Moretti dell'Università di Firenze – sono sempre millimetrici e non sono dovuti al terremoto». «La saturazione – ha spiegato invece Gabrielli – è dovuta alla taratura per spostamenti millimetrici», ma la nave non ha subito spostamenti. A ritardare le operazioni di defueling non saranno dunque le oscillazioni della nave, ma le condizioni meteo marine, che sono date in peggioramento per la giornata di domani. Intanto si apprende che, oltre alle ormai note 2.400 tonnellate di gasolio, nella Costa Concordia arenata sulla secca della Gabbianara vi sono molte altre sostanze pericolose per l’ecosistema marino. In particolare nel relitto sarebbero stipati 1 tonnellata di ipoclorito di sodio (cloro da piscina ), 50 litri di insetticida liquido, 1,8 kg di insetticida gel, 354 chili di smalti densi, 855 litri di smalto liquido, quasi 300 litri di pittura, 10 kg di impregnante, 45 kg di mastice, 123 litri di induritore, e 1.351 metri cubi di acque grigie e nere. Sulla nave, inoltre, vi erano oltre 100 tonnellate di cibo che, decomponendosi nell’acqua del mare, ostacola le operazioni di ispezione del relitto da parte dei sommozzatori. Il quantitativo di detergenti che erano stati imbarcati sulla nave, invece, verrà reso noto nelle prossime ore.

Dopo il naufragio del Giglio si studia un decreto sulla sicurezza in mare
La bozza del decreto interministeriale a tutela della navigazione marittima e della sicurezza delle zone costiere è stata resa nota oggi, 27 gennaio. Il testo, allo studio del ministero dell’Ambiente e di quello delle Infrastrutture, prevede che nella fascia di mare ricompresa fra la costa e le 3 miglia marine dal perimetro esterno delle aree protette nazionali, marine e costiere saranno vietate la navigazione, l'ancoraggio e la sosta delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda, fatto salvo quanto strettamente necessario all'ingresso e all'uscita dai porti. Dopo il naufragio della Costa Concordia nelle acque del Giglio e la perdita dei fusti da parte di una nave della Grimaldi Lines nel mare dell’Arcipelago toscano, si è deciso, poi, di prevedere speciali misure di sicurezza per il santuario dei cetacei ed il canale di Piombino. I materiali inquinanti trasportati sul ponte dovranno essere ben ancorati, recita il testo della bozza di decreto, per evitare casi come quello del cargo Grimaldi, mentre nel canale di Piombino sarà obbligatorio il pilotaggio per le navi sopra le 500 tonnellate. Tutte le navi di peso superiore a 500 tonnellate lorde, la distanza minima di navigazione dalle navi che procedono nello stesso senso sarà di 2 miglia. Previsto, nel decreto, anche il divieto di transito nel canale di San Marco ed in quello della Giudecca. Come richiesto subito dopo la tragedia del Giglio dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, le navi superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda non potranno più sfilare a Venezia.

Arpat: i risultati delle analisi non fanno preoccupare
«Non ci sono rischi che il relitto della Concordia si muova», ha dichiarato il commissario per l’emergenza all’isola del Giglio, Franco Gabrielli. E tuttavia, ha affermato sempre Gabrielli, le operazioni di defueling non inizieranno prima di domenica. «Ad ora – ha spiegato il commissario – i tecnici della Smit hanno flangiato completamente tre serbatoi e stanno procedendo sul quarto». Sabato pomeriggio si prevede un ingrossamento del mare e questo potrebbe impedire il corretto procedere delle operazioni di smaltimento del carburante. Non sono, però, tanto le onde (che dovrebbero raggiungere poco più di un metro di altezza) a preoccupare, quanto il forte vento previsto sulle coste dell’isola. Arpat, che si occupa delle rilevazioni sullo stato di inquinamento nel mare del Giglio, ha confermato che in acqua sono apparsi, a poca distanza dal relitto della Concordia, dei filamenti bianchi. Pare, però, si tratti di materiale tessile (forse le imbottiture dei divani o dei letti della nave da crociera), quindi di materiale non inquinante. Il responsabile di Arpat, Marcello Mossa Verre, ha dichiarato che verranno condotte analisi sui campioni rilevati, ma che la situazione non è preoccupante. I risultati di questi esami, ha assicurato il commissario Gabrielli, verranno resi noti il prima possibile. Intanto Costa Crociere ha fornito alla Protezione civile l’elenco delle oltre 1.272 voci di bevande e cibi presenti a bordo della nave, nonché l’elenco dei materiali pericolosi per l’ambiente, fra i quali 2.000 metri cubi di fuel, oltre 1.000 metri cubi di acque grigie e nere, 50 litri di insetticida e 41 metri cubi di oli lubrificanti. Il commissario Gabrielli ha dichiarato che Costa si è impegnata a fornire tali dati nell’ottica di una stretta collaborazione con le autorità a tutela dell’ambiente marino che rischia di essere seriamente danneggiato dal naufragio della Concordia.

Continuano le indagini sul disastro del Giglio
Questa mattina il vice capitano della Costa Concordia, Ciro Ambrosio, è stato interrogato dai pm della Procura di Grosseto. Il secondo di Francesco Schettino è indagato assieme al capitano ma, ha affermato l’avvocato Salvatore Catalano, difensore di Ambrosio, ha dalla sua molti argomenti per difendersi «con molta onorabilità». Questa mattina, intanto, su un terrazzo dell’isola del Giglio è comparso uno striscione che invita a lasciare in pace il commodoro Mario Palombo. L’ex comandante di Costa Crociere è stato tirato in ballo dal capitano Schettino, che avrebbe dichiarato di averlo contattato telefonicamente la notte del naufragio. Palombo si è detto commosso per l’affetto degli abitanti del Giglio ed ha ribadito la sua estraneità ai fatti del 13 gennaio. In difesa del capitano Schettino, invece, è intervenuto il presidente del sindacato dei Capitani di lungo corso, Antonino Nobile. «La pratica dell'inchino, è una pratica abituale. Sono stupidaggini che si fanno per far divertire le passeggere. Poi c'è quello che ha fortuna e quello che non ce l'ha», ha dichiarato. I comandanti, spiega Nobile, tentano gli “inchini” alle coste per dimostrare coraggio, ma si assumono sempre la responsabilità di quello che fanno. «Il capitano Schettino – ha concluso – è uomo che lavora e ogni lavoratore può sbagliare. Ha commesso un errore che può succedere a tutti». Per quanto riguarda le ricerche dei dispersi, Cosimo Pulito, dirigente regionale dei Vigili del Fuoco, ha dichiarato che, avviandosi ormai alla conclusione le ispezioni nel relitto ed attorno alla nave, è ormai sempre più prossima un’ispezione generalizzata.


Foto: www.cronaca.liquida.it

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