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Naufragio Giglio: nave Carnival sequestrata per alcune ore in America Cronaca

I risultati delle analisi condotte da Arpat sui campionamenti del 28 marzo hanno evidenziato che idrocarburi, tensioattivi e solventi presentano ancora valori nella norma. I test di tossicità hanno dato esito negativo, mentre gli esami microbiologici sui campionamenti del 26 marzo non hanno fatto registrare anomalie. All’isola del Giglio è continuata, come ogni giorno, l’attività di posizionamento delle panne antinquinamento e delle panne assorbenti nei pressi della nave, nonché il monitoraggio dei marker posizionati a poppa ed a prua della Costa Concordia semisommersa e che permettono agli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze di controllare i movimenti, per il momento regolari, dello scafo. Ma mentre all’isola del Giglio tutto procedeva senza imprevisti, il naufragio della Concordia faceva parlare di sé dall’altra parte dell’oceano. Una nave della Carnival, la società che controlla anche Costa Crociere, è stata sequestrata, anche se per poche ore, nel porto di Galvestone. La Carnival Triumph doveva salpare dal porto americano per una crociera di cinque giorni nel Golfo del Messico. Circa 2.700 persone, fra passeggeri ed equipaggio, sono dovute però rimanere ad attendere sulla banchina mentre la polizia americana, intorno alle 8.30 locali, saliva a bordo e sequestrava l’imbarcazione per ordine di un giudice texano. La famiglia di Siglinde Stumpf, turista tedesca che ha perso la vita nel naufragio dell’isola del Giglio, aveva chiesto di poter visionare la scatola nera della Costa Concordia. L’avvocato John Arthur Eaves aveva per questo chiesto al giudice del Tribunale del Texas una cauzione di 10.000.000 di dollari da parte di Carnival. Tenuto conto delle responsabilità del colosso del turismo nel naufragio del Giglio, il giudice americano aveva deciso di accogliere la richiesta dell’avvocato Eaves e procedere al sequestro della Carnival Triumph. La richiesta dell’avvocato americano, nonostante tutto, è apparsa strana alla Procura di Grosseto, che ha ricordato di aver già iniziato le analisi sulla strumentazione elettronica della nave da crociera naufragata il 13 gennaio nell’ambito dell’inchiesta contro il capitano Francesco Schettino. In ogni caso, Carnival ha attivato i propri studi legali per cercare di risolvere la questione e, dopo un colloquio con l’avvocato Eaves, ha raggiunto un accordo per una cifra più bassa dei 10.000.000 di dollari richiesti a titolo di cauzione. La Carnival Triumph, dopo alcune ore, è dunque ripartita alla volta del Messico.

Foto: http://www.vanityfair.it
 

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