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Naufragio Giglio: la pulizia dei fondali resta la priorità Cronaca

Isola del Giglio (Grosseto) – La Concordia se n’è andata, ma al Giglio molto resta ancora da fare. Lo ricordano un po’ tutti, dalle associazioni ambientaliste alla politica, soprattutto di opposizione.

“Costa Crociere sta giocando sui tempi dell’appalto per la ripulitura del fondale dell’isola del Giglio: non ha rispettato le scadenze del 1° settembre e di metà ottobre. Adesso basta, la Regione Toscana intervenga per far mantenere i patti alla compagnia di crociere”: così i consiglieri regionali Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli (Fratelli d’Italia) sono intervenuti oggi, venerdì 17 ottobre, in merito alla questione della ripulitura dei fondali gigliesi.

I consiglieri regionali sono intervenuti dopo che il vicesindaco dell’Isola del Giglio, Mario Pellegrini, ha manifestato le sue preoccupazioni per la gestione dei rifiuti depositatisi sui fondali di Punta Gabbianara durante le operazioni di rimozione del relitto naufragato il 13 gennaio 2012. “La Regione si faccia sentire”, hanno tuonato i consiglieri di Fratelli d’Italia. E lo faccia in fretta – hanno concluso – perchè il clima andrà peggiorando e sarà sempre più difficile rimuovere dal fondale le tonnellate di rifiuti che minacciano l’ambiente marino del Giglio.

L’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia, costituita da sub esperti, ha ricordato però che da mesi ha denunciato la pericolosità dei detriti causati dalla rimozione della Concordia per il mare gigliese. I detriti, denuncia l’associazione emiliana, non sono localizzati soltanto a Punta Gabbianara, ma sono stati disseminati in mare dalla nave durante l’agonia dallo scogli delle Scole a Giglio Porto.

Per questo occorre che i fondali vengano ripuliti da elementi pericolosi per i subacquei (cavi, lamiere, utensili, sacchi e materassi) e che tutto questo sia effettuato nel pieno rispetto dell’ambiente marino. Lo stesso Memoriale della Concordia si è offerto di metere a disposizione i propri sub per il recupero dei materiali dispersi dalla nave. Parte degli oggetti che dovessero essere recuperati, poi, potrebbero secondo l’associazione andare a costituire un Museo del Memoriale al Giglio.

“Occorre, in sostanza, finirla con le lamentele e attivarsi, come è costume di divers e marinai, per proseguire nel trasformare la calamità in opportunità, ricercando le soluzioni ai problemi invece di strumentalizzarli ai fini speculativi più diversi”, conclude la nota dell’Associazione Memoriale della Concordia. Ma, spesso, il confine fra reale interesse per il mare gigliese ed effettivo interesse opportunistico, sembra davvero troppo labile e confuso.

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