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Nel nome di Simonetta il nuovo Auditorium a Villa Puccini Cultura

Torre del Lago – La scoperta, qualche giorno fa, di un ciclo di tempere nascoste dietro i drappi nella sala Omnibus dove riceveva gli amici, insieme al debutto del 67° Festival con Tosca e il trionfo di Turandot col finale scritto da Luciano Berio mai eseguita prima al Gran Teatro all’aperto. E adesso l’inaugurazione del nuovo Auditorium, adiacente alla residenza dove sono nate melodie immortali ed eroine uniche, intitolato all’indimenticabile Simonetta motore per decenni della Fondazione. E’ un momento decisamente magico questo per Torre del Lago e Villa Puccini con il mito e la popolarità del compositore lucchese che non conoscono confini. L’auditorium dopo lunghi lavori di restauro verrà inaugurato il prossimo 3 agosto alle 18 presenti il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e il presidente della Fondazione Giovanni Godi (ingresso libero, ma solo ed esclusivamente su prenotazione sino ad esaurimento posti: Tel. 0584-341445 e info@fondazionesimonettapuccini.it).

La struttura, omaggio alla nipote di Giacomo Puccini presenza instancabile e inesauribile fino alla scomparsa avvenuta ormai quasi quattro anni fa, ospiterà concerti e consentirà anche di allestire piccole esposizioni con il cospicuo materiale conservato nell’Archivio Puccini e non esposto al pubblico. Al centro del progetto, realizzato da Biobyte sotto la direzione di Enrico Moretti, c’è naturalmente l’acustica che diventa un bene culturale nascosto nell’architettura del luogo. Il nuovo Auditorium ha il pavimento in parquet rifinito in rovere, il palco in pannelli di pino dell’Oregon e le strutture laterali in legno di abete rosso. Il soffitto, invece, è rivestito con pannelli in policarbonato curvo fonodiffondente.

La sala, dotata di impianto audio video, può contenere fino a 100 persone ed è dotata di un pianoforte a coda Yamaha per tenere concerti ed eventi musicali. Uno degli ultimi progetti di Simonetta era proprio quello di creare un polo che parlasse del Maestro, non solo con la musica ma anche con materiali d’archivio da mettere a disposizione di studiosi e appassionati del melodramma. Sono infatti circa 28.500 carte, tra lettere, fotografie, carteggi e documenti amministrativi, oltre che da musica manoscritta e a stampa che compongono questo fondo recentemente dichiarato “di interesse storico particolarmente importante” dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana: vi si trovano materiali autografi del compositore, annotazioni, chiose indispensabili per ricostruire il processo compositivo delle opere che Puccini sottopose sempre a revisione, attraverso annotazioni manoscritte sugli spartiti che trasmetteva poi all’editore perché correggesse le precedenti edizioni. Nel 2015 la camera da letto di Giacomo ed Elvira è stata accuratamente restaurata e riportata all’aspetto originale del 1905.

Dopo i saluti istituzionali Chiara Mariani accompagnerà al pianoforte la giovane soprano Benedetta Torre che eseguirà “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi e “Sì. Mi chiamano Mimì” tratta da La Bohème. A seguire il “Piccolo tango” per pianoforte, la lirica per canto e pianoforte “Terra e mare”, la ninna nanna “E l’uccellino”, sempre per canto e pianoforte, e la mattinata “Sole e Amore”.

Foto di Mky Media di Michele Cordoni

 

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