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“Nella casa”, il fascino morboso del racconto Cinema

Claude, un ragazzo di 16 anni, si insinua nella casa di un suo compagno di studi e ne scrive un saggio per il corso di Francese. Inizialmente rimproverato dal professor Germain lo studente viene in seguito incoraggiato a scrivere dallo stesso che vede in lui un riflesso del proprio passato: un giovane appassionato di scrittura con un grande talento nascosto. I due iniziano così un rapporto maestro/allievo che porterà ad una serie di incontrollabili eventi.

Fin dalla sequenza iniziale che ci mostra l'affastellarsi l'uno sull'altro di volti di studenti, vestiti tutti allo stesso modo con l'uniforme scolastica aspramente critica dal professor Germain, sappiamo che qualcosa cova sotto l'apparente normalità. Un senso di fatalità che si nasconde all'interno dell'ambiente scolastico, tra studenti mediocri e giovani talentuosi che rimangono seduti in ultima fila, “un posto da cui puoi vedere tutto e nessuno ti vede”. Claude è uno di questi, apparentemente innocuo e banale, nasconde un talento per la scrittura che immediatamente attrae il suo professore di Francese, un uomo lucido e consapevole della propria mediocrità ma che ha provato ardentemente ad essere il nuovo grande scrittore francese. Affascinato dalle capacità del giovane, ma anche dalla morbosità voyeuristica di poter spiare l'interno di una casa e i rapporti familiari che si svolgono al suo interno, il maestro cade nella trappola ben congegnata dell'allievo Claude così come il lettore cade nella trappola ordita da uno scrittore. Germain diventa in tutto simile al Sultano de “Le mille e una notte” che tiene in vita Sherazade per ascoltare le sue storie, mantenendo a sua volta “in vita” il gioco morboso di Claude. Solo così potrà scoprire cosa succede dopo il misterioso "continua" che il giovane intelligentemente posiziona alla fine di ogni sua relazione. Lo stesso meccanismo della letteratura d'appendice insegnata dal professor Germain.

Facendo così Ozon ci svela il trucco della narrazione, la domanda: “come riuscirà il protagonista a superare tutti gli ostacoli e a raggiungere l'oggetto del suo desiderio?”. Il racconto di Claude dvienta quindi una messinscena fittizia di cui noi diventiamo doppiamente spettatori. Il racconto si svela di fronte ai nostri occhi mettendo a nudo il procedimento cinematografico della trasformazione di un racconto fatto di parole in un fatto di immagini. Viene così portata alla luce quella dualità, vero e proprio punto focale di tutto il film, che vede scontrarsi la narrazione letteraria con quella cinematografica, il classicismo (gli autori come Flaubert e Balzac) con la modernità (la galleria d'arte contemporanea della moglie di Germain) e lo scontro/incontro tra Germain e Claude.

La recitazione è ad altissimi livelli, Fabrice Luchini è ottimo nel dare profondità al suo personaggio, un professore con grandi ambizioni che vede nel suo studente uno specchio di sé e prova con ogni mezzo di aiutarlo. Il giovane Ernst Umhauer è perfetto nel ruolo di innocente giovane scrittore che si svela sempre più oscuro e manipolatore. Infine Kristin Scott Thomas, da anni in trasferta francese, riesce ad incarnare al meglio la moglie in crisi di Germain, una donna incapace di gestire una galleria d'arte puntando solo sulla provocazione senza riuscire a carpire un vero significato da ciò che fa. Un altro personaggio insoddisfatto della propria vita che forse grazie a Calude riuscirà a trovare una via d'uscita.

“Nella casa” è una delle migliori pellicole di Ozon degli ultimi anni ed è un film capace di trasmettere un sano amore, non solo per il cinema, ma anche per il mezzo letterario alla base del racconto cinematografico. Un film metanarrativo che riesce al meglio a svelare i segreti del racconto e al contempo renderlo ancora più affascinante.

Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Durata: 105'
Interpreti: Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Vincent Schmitt, Jacques Bosc, Diana Stewart
Fotografia: Laure Gardette
Montaggio: Philippe Rombi
Produttore: Mandarin Films, Mars Distribution, France 2 Cinéma 

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