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Nestlè-Perugina propone patto padri-figli che fa discutere STAMP - Lavoro Nuovo

La Nestlè scatena gli animi, con una proposta un po' fuori dai canoni, specialmente per una multinazionale e specialmente in Italia: chi fra i padri eccetta di diminuirsi le ore di lavoro, può avanzare la richiesta che venga assunto il figlio. Scambio diseguale, scambio equo, nuovo strumento di patto intergenerazionale, accordo consociativo, o cos'altro?

I lavoratori almeno dalle prime battute non sembrano entusiasti, la Cgil, storicamente ben radicata nelle sedi umbre, storce il naso. Guardiamo intanto le motivazioni dell'azienda: al primo punto, lo svecchiamento della forza-lavoro a fronte del mutato sistema pensionistico che allontana di 7-8 anni il momento del riposo per i lavoratori; al secondo, la necessità di mantenere la competitività della sede italiana anche all'interno dello stesso gruppo Nestlè: magari cambiando la turnazione del lavoro, passando alle 6 ore del lavoro su sei giorni in tre turni. In questo modo, come scrive nell'Analisi sul Corriere della Sera Dario Di Vico, "… verrebbe riassorbita la quota coperta oggi con gli straordinari, si potenzierebbe l'occupazione, si potrebbe crescere in produttività e raccordare meglio le produzioni con la stagionalità dei consumi di cioccolato".

Questo il pro. E il contro? Il contro è pesante, almeno a sentire Flai-Cgil Umbria, e la Camera del lavoro di Perugia. E si basa su due punti: da un lato, si tratta di alimentare una diminuzione dei diritti dei padri per creare una chance di lavoro ai figli di cui non si sa bene la nature: lavoro precario, flessibile, part time con 800 euro al mese? Vale a dire, alla diminuzione dello stipendio dei padri, tagliati di circa il 30%, equivarrebbe un lavoro con paghe all'osso dei figli. Due poveri invece di uno? Dall'altro, ricordano i sindacati, l'età media dello stabilimento si aggira sui 34-35 anni. E i figli in generale sono ancora piccoli, "non pronti per la fabbrica", come si legge sulle pagine di Repubblica, nell'articolo firmato da Valentina Conte. E dunque, dov'è l'equità dello scambio?…
Per la completezza del dibattito, vedere la Rassegna Stampa di Lavoro Nuovo, http://www.lavoronuovo.org/archives/category/rassegna-stampa

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