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Neve: l’Alto Mugello invoca lo stato di emergenza Cronaca

L’Alto Mugello è sommerso dalla neve e le previsioni meteorologiche non promettono nulla di buono. Dopo l’annuncio della Protezione civile che la nuova allerta per neve e ghiaccio durerà fino a lunedì 13 febbraio in tutta la Toscana, Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola chiedono alla Regione il riconoscimento dello stato di emergenza. Nel territorio dei tre comuni mugellani la coltre bianca è alta circa 1 metro e 40 centimetri, e potrebbe continuare ad alzarsi a causa di nuove nevicate. L’allerta per ghiaccio e neve durerà 7 giorni ed il Mugello potrebbe, da solo, non farcela. «A Marradi – spiega il sindaco del Comune mugellano, Paolo Bassetti – abbiamo un metro di neve, siamo riusciti con le nostre forze a liberare strade e marciapiedi col lavoro di addetti comunali, 3 mezzi comunali, 4 ditte private e volontari della Protezione civile e del Distaccamento volontari Vigili del fuoco, garantendo l’accesso a edifici e servizi pubblici e alle scuole che sono aperte. Ma se quest’ondata eccezionale di neve e gelo continuerà ancora così avremo senz’altro delle difficoltà a mantenere lo stesso livello di intervento: abbiamo sparso 22 tonnellate e mezzo di sale e le scorte sono pressoché esaurite, tanto che ne abbiamo ordinate altrettante. E nelle stesse condizioni si trovano Firenzuola e Palazzuolo». «È una situazione decisamente critica, pesante quella che stiamo affrontando: oltre un metro di neve, con 22 mezzi spalaneve e spargisale, sia comunali che privati, in azione ininterrottamente, ed i costi economici che stiamo accollandoci sono ingenti, attorno ai 20.000 euro al giorno, uno sforzo enorme per garantire l’apertura dei servizi pubblici, come le scuole che abbiamo deciso di tenere aperte in tutti e tre i comuni», rincara la dose il primo cittadino di Firenzuola, Claudio Scarpelli. «Stiamo affrontando la situazione di emergenza – spiega invece Cristian Menghetti, sindaco di Palazzuolo sul Senio – con la dignità e la solidarietà tipica delle genti di montagna, con le nostre forze, senza piangerci addosso, senza catastrofismi, senza scomodare l’esercito, ma lo sforzo economico sarà ingente e questa seppur bellissima neve lascerà molti danni, tali da mettere a repentaglio i nostri bilanci comunali. Perciò chiediamo alla Regione Toscana di ammettere i nostri sforzi, riconoscendo la situazione di emergenza così come è accaduto per alcuni comuni dell’Emila-Romagna per i quali sono stati messi a disposizione 2 milioni di euro».

La situazione nel resto della Toscana
La situazione, però, non è meno grave in altre parti della Toscana. Nuove nevicate sono attese, oltre che sull’Alto Mugello, anche in Val Tiberina ed in Casentino, dove il rischio di black out elettrici e telefonici è già stato messo in conto dalla Protezione civile. Mentre la viabilità torna pian piano alla normalità, le temperature polari fanno gelare le strade ed il rischio per chi si mette in viaggio rimane alto. Nel Livornese restano isolate le frazioni di Gabbro e Nibbiaia, mentre a Rosignano Marittimo manca ancora l’acqua corrente. Servizi idrici interrotti anche a Chianni (Pisa) ed a Mammiano, nel Pistoiese. Nel Senese, Monticiano, Chiusdino e Radda in Chianti vengono ancora alimentate da forniture elettriche provvisorie, ottenute con gruppi elettrogeni. A Firenze gli operatori di Publiacqua, la società che gestisce il servizio idrico, sono dovuti intervenire ieri, 6 febbraio, per arginare le 120 rotture alle tubazioni registratesi a causa del gelo. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha nuovamente scritto ad enti locali, prefetture, società aeroportuali, ferroviarie ed autostradali ricordando di mantenere alta l’allerta e consultare i bollettini diramati con costanza dalla Protezione civile. Sul fronte della viabilità ferroviaria, dopo l’interruzione è stata riaperta al traffico su rotaia la linea Siena-Chiusi, mentre disagi si registrano ancora sulla linea Prato-Bologna a causa delle condizioni climatiche del capoluogo emiliano. Garantito il 92,8% dei treni nella fascia pendolare, dalle 6:00 alle 9:00 del mattino.

Cronache dalla Toscana del freddo polare
Domenica 5 febbraio un giovane aretino di 25 anni ha tentato il suicidio a causa di una delusione amorosa, ma è stato salvato dalla neve. Il venticinquenne ha lasciato una lettera ai genitori in cui annunciava di volersi togliere la vita, quindi ha preso l’auto ed ha guidato fino a Quota, nel comune di Poppi (Arezzo). Lasciata l’auto, ha camminato nel bosco del Pratomagno innevato ed alla fine si è accasciato per il freddo. La famiglia del giovane, preoccupata dal messaggio e dal suo mancato rientro a casa, ha avvertito i carabinieri che, aiutati dai cani delle unità cinofile di Terranuova Bracciolini (Arezzo) hanno scoperto le orme lasciate dal ragazzo sulla neve. Una volta recuperato, il venticinquenne è stato condotto all’ospedale di Bibbiena. Le sue condizioni, nonostante un principio di assideramento, sarebbero buone. E se nell’Aretino la neve è stata la salvezza di un giovane aspirante suicida, a Lucca un uomo è morto a causa del freddo. A dire la verità nella notte fra il 29 ed il 30 gennaio le temperature non erano così rigide come negli ultimi giorni, ma lui aveva freddo ed aveva deciso di scaldarsi, all’interno della sua roulotte, accendendo una stufetta. Da questa, però, si sono sprigionate le fiamme che gli hanno causato un’intossicazione per il fumo e gravi ustioni su tutto il corpo. Oggi, 6 febbraio, l’uomo, che viveva in un campo nomadi lucchese, è morto all’ospedale di Pisa, nel quale era stato ricoverato a seguito dell’incendio del suo caravan.


Foto: www.ilmeteo.it

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