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NH Hotel, parte il piano di licenziamenti Economia

Spiacenti per il disagio, stiamo scioperando contro i nostri licenziamenti”. E’ scritto in varie lingue il volantino che i dipendenti dell’hotel NH di Piazza Vittorio Veneto distribuivano stamane ai turisti incuriositi dall’assembramento di bandiere e striscioni all’ingresso dell’albergo. La nota catena spagnola, che in Toscana possiede 4 alberghi (3 a Firenze, uno a Siena) ha infatti avviato un piano di licenziamento collettivo che dalla settimana prossima taglierà in Italia ben 382 posti di lavoro sui 1400 totali.

A Firenze sono 26 gli esuberi previsti tra l’hotel Nh e il vicino Anglo-American, 7 nella struttura di Siena. Si tratta in maggioranza di donne e quasi tutti i dipendenti hanno oltre 15 anni di anzianità di servizio. «Un mix micidiale di esuberi ed esternalizzazioni nei servizi di pulizia ai piani, facchinaggio e lavaggio stoviglie – ha spiegato Fabio Ammavuta, responsabile Turismo della Filcams Cgil di Firenze – Servizi che nel mondo dell’hotellerie sono sempre più considerati secondari, e su cui le aziende tendono a risparmiare appaltando a ditte esterne che non rispettano il Contratto Nazionale del Turismo, mentre negli alberghi di categoria l’attenzione al cliente si vede anche dalla qualità della pulizia e dell’accoglienza all’arrivo».

I dipendenti della Nh Italia hanno indetto stamane uno sciopero in tutto il Paese per chiedere all’azienda il ritiro di questo piano. Dieci giorni fa hanno manifestato dinanzi alla Ministero dello Sviluppo Economico e lunedì prossimo saranno, sempre a Roma, al Ministero del Lavoro. All’ingresso dell’hotel NH si sono ritrovati i lavoratori delle strutture di Firenze e Siena, dove pure la tensione è alta. «Quello di Nh non è purtroppo un caso isolato. La situazione del settore alberghiero è drammatica, il contratto nazionale non viene rispettato, nemmeno in Toscana, dove esiste una legge regionale che fissa standard qualitativi molto precisi per gli alberghi di categoria – ha detto ancora Ammavuta – Invece le ditte appaltatrici non rispettano i minimi contrattuali, sfruttano lavoratori che sulla carta fanno 3 ore e invece ne fanno 12, e gli alberghi pagano a camera invece di pagare a ore».

Insomma, se il contratto nazionale fosse davvero rispettato, dice in sostanza il sindacato, gli alberghi non avrebbero alcuna convenienza nell’esternalizzare alcune mansioni piuttosto che affidarle a dipendenti interni. «Abbiamo prospettato all’azienda un nuovo piano organizzativo per cercare di aumentare la produttività chiedendo ai dipendenti di lavorare più ore e svolgere più mansioni e proponendo l’utilizzo della cassa integrazione o un piano di incentivi per chi vuole uscire – conclude Ammavuta – Purché i dipendenti restino nella compagnia».

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