energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Nidiaci, ombre sempre più nere sul futuro … “pubblico” Cronaca

Firenze – Il futuro del giardino del Nidiaci è ancora incerto. L’associazione Amici dei Nidiaci e i Comitati dell’Oltrarno affermano ancora una volta di essere stati presi in giro. Se un anno fa, in piena campagna elettorale, Dario Nardella si era espresso con favore per un esproprio del giardino ai privati e la sua restituzione alla comunità, adesso questa strada non sembra più possibile. Infatti dalla Giunta comunale è arrivata una proposta che prevede la rimozione del vincolo urbanistico dell’area andando incontro a una richiesta del privato: i proprietari, in cambio della rinuncia all’esproprio dei locali, si impegneranno nella costruzione “a proprie spese, con relativa garanzia fideiussoria per un valore fino a 275.000 euro, di un fabbricato di 200 mq nella propria porzione di giardino Nidiaci ed il trasferimento della relativa proprietà in capo al Comune, con annessa una piccola porzione del giardino attorno ad esso. Tale fabbricato, da realizzarsi su progetto del Comune, ospiterebbe nuovamente la ludoteca oggi trasferita”, si legge nell’esposto presentato alla Procura e alla Corte dei Conti dall’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (ADUC). In tal modo sarebbero rimossi i vincoli che salvaguardano l’uso pubblico dello spazio – uno dei pochi, nella zona, che desse la possibilità ai bambini di giocare nel verde.

Il Nidiaci ha visto crescere centinaia di “sanfredianini”, e questo senso di appartenenza si appellano i residenti (rimasti in pochi) ma anche coloro che adesso si sono trasferiti. L’ultima manifestazione, il 10 gennaio scorso, ha raccolto più di cento persone.

I Comitati oggi erano in aula, durante il Consiglio Comunale: una presenza in segno di protesta anche se ormai, dicono, “ci siamo mossi in tutte le direzioni. Abbiamo fatto le nostre manifestazioni, e adesso non possiamo fare altro che ascoltare”. Invitano sia il Sindaco che la maggioranza PD in Consiglio Comunale a riflettere e “a considerare che se un intero rione si è mosso per il Nidiaci, le ragioni ci sono…serie e tante. E che gli impegni elettorali andrebbero non elusi, ma rispettati”.

E la questione esplode proprio oggi in tutta la sua portata, nel corso della discussione sul regolamento urbanistico. Discussione che dovrebbe infine concludersi con la votazione del Ruc stesso. Fra gli interventi che ricordano alla giunta la questione, quelli appassionati di Cristina Scaletti (Firenze Viva) e Silvia Noferi (M5S). Una cosa è certa,  per le due consigliere: si è passati dalle promesse a un ritorno sui propri passi, compiuto dalla giunta. “Il sindaco Nardella e l’assessore Meucci, quando erano in campagna elettorale, si sperticavano per garantire ai cittadini (allora potenziali elettori) l’uso pubblico dell’area dei Nidiaci arrivando ad immaginare persino l’esproprio. Adesso che le elezioni sono passate – ricordano le consigliere – vengono tolti i vincoli di destinazione pubblica e viene sottratto lo spazio dei Nidiaci, luogo prezioso e rappresentativo del quartiere 1, di alto valore storico oltre che sociale ed educativo e destinato sin dal 1920 all’educazione dei bambini poveri d’Oltrarno. Oggi diventa un luogo privato, in barba alla storia e ai cittadini. Qui le ragioni della Res Pubblica si fermano davanti alla Res Privata”.

Una proposta, quella del governo cittadino che fa capo al sindaco Nardella, che i “sanfredianini”, ma anche tutto il popolo dell’Oltrarno, non vogliono proprio mandare giù. Anche perché la vicenda, già di per se’ delicata, si mescola con quella che viene chiamata “ritardo inammissibile” da parte degli amministratori cittadini. Ecco la vicenda come si desume dalle carte, come la ricostruì il capogruppo di Sel-FRS Tommaso Grassi e come oggi l’ha ricordata la capogruppo del M5S Silvia Noferi. Partendo dal primo passo, la recinzione messa in opera dalla società Amore&Psiche nel febbraio 2013, e poi ancora altri atti che mettevano in essere una sorta di interruzione di usucapione da parte della società stessa circa l’uso del giardino, che avveniva da quasi un secolo da parte della gente di san Frediano, sia del locale di via della Chiesa, concesso con atto di donazione dall’avv. Nidiaci ad uso gratuito, senza scadenza, nel 1923.

Un fatto (staccionata e via di seguito) che avrebbe dovuto tempestivamente essere segnalato con ricorso da parte del Comune. Ebbene, il ricorso comunale contro tale comportamento della società veniva presentato dal  personale dell’Amministrazione Comunale fuori del termine annuale previsto per l’azione di reintegro in possesso. Per la precisione, il ritardo lamentato dal giudice Daniela Bonacchi il 18 luglio 2014, ritardo che rende inammissibile il ricorso stesso, è di due mesi rispetto al limite di legge. 

Un ritardo che appare ancora inspiegabile, dal momento che, in risposta a interrogazione De Zordo-Grassi sul tema la Dirigente del Servizio Gestione Patrimonio Dott.ssa Lastrucci, il 17 marzo scorso, dichiara che “L’Avvocatura faceva presente che non sussistevano i presupposti giuridici per l’instaurazione del giudizio per usucapione, come ribadito formalmente dalla Direzione Avvocatura in data odierna, mentre era assolutamente legittima la pretesa dell’AC in relazione all’azione di spoglio. Per tale azione la stessa Direzione Avvocatura è in procinto di presentare al Tribunale di Firenze ricorso per la reintegrazione nel possesso”. In procinto, ma con calma: infatti, l’azione possessoria veniva predisposta, come risulta dai documenti, dalla Direzione Patrimonio Immobiliare con la determina di incarico all’Avvocatura per l’avvio dell’azione il 17 febbraio 2014. Ma veniva poi presentato, il ricorso, come ricordato, due mesi dopo. Perchè dunque il ricorso veniva presentato ben due mesi dopo?.  Ma non è la sola domanda, come sottolinea la consigliera Noferi, che chiede: “Alla luce di quali fatti l’Avvocatura ha dichiarato che non sussistevano i presupposti giuridici del diritto di usucapione dopo più di cinquant’anni di uso quotidiano da parte del pubblico?”. 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »