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Niente deroga da UE per pesca a strascico a 0,75 miglia da costa Notizie dalla toscana

È quanto risulta dalla risposta dell’assessore Gianni Salvadori all’interrogazione della Lega Nord Toscana dal titolo “Risorse ittiche Toscana”, nella quale il Carroccio faceva presente che, “tra le recenti normative comunitarie in materia, il Regolamento CE 1967/2006, cosiddetto ‘regolamento mediterraneo’, pone enormi problematiche al settore ittico italiano nella misura in cui vieta lo strascico entro le tre miglia dalla costa e impone una misura delle maglie delle reti che, se da un lato è utile alla preservazione della biodiversità e della riproduzione delle specie, dall’altro è misura assolutamente iniqua per talune specie notevolmente rilevanti nella economia della fascia costiera italiana”. Mentre per la pesca al bianchetto la situazione attraversa ancora una fase di stallo, almeno per quella al rossetto “è stato possibile ottenere le deroghe ai vincoli posti” e, questo, grazie alla preparazione dei “documenti regionali utili alla predisposizione dei piani nazionali di gestione”. Qui, la “marineria interessata (circa 45 barche) – si legge nella risposta – inoltre è stata oggetto di un regime de minimis attraverso il quale la Regione ha erogato 200.000,00 euro per la compensazione delle perdite di reddito subite a causa della perdita della stagione di pesca 2010-2011”. «Ringrazio l’assessore per la risposta e per l’impegno profuso – afferma il capogruppo della Lega Nord Toscana in Regione, Antonio Gambetta Vianna –, ma non credo che tale cifra sia sufficiente per compensare le ingenti perdite delle aziende ittiche per tale stagione. Sono pur sempre meno di 4.500 euro a imbarcazione. Sono curioso di sapere, invece, a quanto ammonteranno gli stanziamenti per gli interventi di natura strutturale e di carattere immateriale volti allo sviluppo del settore per il 2012, visto che ancora sono in fase di definizione le disponibilità finanziarie». Secondo Gambetta Vianna, «nella risposta dell’assessore emergono almeno due cose positive: il fondo di garanzia presso Fidi Toscana, attraverso il quale si assicura la copertura di una quota che oscilla dal 60% all’80% dei mutui o dei prestiti che i pescatori ottengono dalle banche per la realizzazione degli interventi sulle barche, e il pensare di realizzare a livello regionale interventi per sviluppare la filiera corta e la valorizzazione dei prodotti favorendo l’uso del pesce poco pregiato nelle mense. Spero che quest’ultimo punto non rimanga soltanto una promessa».

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