energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Nigel Kennedy e la sua band in “Bach plus Waller” Spettacoli

ll virtuoso ed eclettico violinista britannico, che da 25 anni continua a infiammare la scena musicale col suo talento indiscusso e la vastissima creatività, inaugura a Firenze il suo ultimo progetto Bach PLUS Waller, con il quale, molto probabilmente, regalerà al festival una delle serate più memorabili, considerato anche l'assoluto riserbo che vuole mantenere rispetto al concerto. Sale sulla scena del festival l'eccentrico e anticonformista violinista, noto al grande pubblico per la maestria nell’interpretare non solo i grandi della classica, ma anche icone jazz e pop. Infatti, dopo la Sonata n° 2 per violino solo di Johann Sebastian Bach, si uniranno a lui sul palco un chitarrista acustico Jarek Smietana, il contrabbassista Yaron Stavi e Krzysztof Dziedzic alle percussioni, per eseguire arrangiamenti a cura di Kennedy delle musiche del leggendario Fats Waller (ossia Thomas Waller, soprannominato “grassone” da cui Fats, per la sua mole). L'appuntamento è alle 20:30 al Teatro della Perfola di Firenze.

In seguito al successo riscosso nel Regno Unito nel 2010 con le sue performance delle Quattro stagioni di Vivaldi, dal 2011 Nigel Kennedy è impegnato in un grandioso tour che include una nuova e strabiliante interpretazione delle Quattro stagioni, oltre alla première della sua ultima composizione dal titolo Four Elements. Un altro progetto che Kennedy sta proponendo a livello internazionale è il Bach Plus, un programma interamente acustico sviluppato per location dotate di acustica naturale in cui metà del programma è incentrata su Bach, e l’altra su musiche di Fats Waller arrangiate dallo stesso Kennedy per violino, chitarra, basso e percussioni. Oltre a svariati violini elettrici a 5 corde personalizzati, Nigel Kennedy suona un violino Carlo Bergonzi del 1732 e incide per l’etichetta Sony.

Il concerto Bach Plus Waller
È un concerto diviso in due parti: la prima parte, in cui Kennedy eseguirà la Sonata n° 2 per violino solo di Johann Sebastian Bach; la seconda parte in cui, insieme al suo ensemble, eseguirà musiche di Fats Waller, arrangiate da lui stesso per violino, chitarra, basso e percussioni.
A prima vista questo progetto può sembrare l’unione di due distinti concerti, ma in realtà non è così, in primo luogo perché, come afferma lo stesso Kennedy, questi due compositori sono “due tastieristi incredibili, entrambi maestri di armonia e melodia”. Ma c’è anche un altro filo conduttore che lega Bach a Waller.
Fats Waller conosciuto come uno dei più importanti jazzisti della storia, iniziò a studiare il pianoforte fin da piccolo con indirizzo prettamente classico, visto che il padre, predicatore di sermoni agli angoli delle strade di Harlem, riteneva il jazz una musica indiavolata. Iniziò a soli 15 anni a suonare il pianoforte nei cinema e nei teatri, fino all’incontro con James P. Johnson che lo prese sotto la sua custodia facendolo diventare in breve tempo, ad Harlem, uno dei musicisti più conosciuti degli anni venti. Da Johnson apprese molto della tecnica dello stride piano, stile pianistico tipico del jazz di Harlem di quel periodo e già a 18 anni iniziò a comporre i suoi brani. Tuttavia durante tutto l’arco della sua vita non abbandonò mai lo studio del pianoforte classico e nella fattispecie lo studio delle opere per strumento a tastiera di Bach. Dunque Fats Waller fu legato tutta la sua vita a Bach e l’opera del grande compositore classico gli fu da maestra per le sue composizioni, seppure di carattere e genere completamente diverso. Sono diventati celeberrimi molti suoi brani, come, tra gli altri, i leggendari Ain’t Misbehavin, Black and blue, Load of coal e Honeysuckle rose.

La Sonata n° 2 in la minore BWV 1003. Fa parte delle Sei sonate e partite per violino solo composte nel 1720 e che comprendono tre Sonate, nella forma austera della sonata da chiesa in quattro movimenti (adagio o grave, fuga, andante, allegro), che si alternano a tre Partite, o suites, che prevedono una successione di danze. La Sonata n° 2 ha un carattere severo e rigoroso, tipico dello stile della sonata da chiesa, che è evidente già dal movimento introduttivo, Grave. Nella Fuga invece è evidente la caratteristica predominante delle sei composizioni e che culmina nella Ciaccona della seconda Partita, e cioè l’impiego della più rigorosa tecnica contrappuntistica che si accompagna a una profondità espressiva che difficilmente si potrebbe rinvenire in tutta la storia della letteratura violinistica. Il successivo Andante è molto dolce ed espressivo all’opposto rispetto all’Allegro finale, giocoso e vivace.

Il violinista britannico Nigel Kennedy. E' considerato uno dei più grandi virtuosi del violino a livello mondiale. Dopo aver compiuto i suoi studi alla Menuhin School, è stato fin da subito molto apprezzato da Yehudi Menuhin, e dopo la morte di quest’ultimo si scoprì che il grande maestro aveva sovvenzionato personalmente l’intero percorso d’istruzione del giovane allievo nella propria scuola. Proseguì poi alla Juilliard School of Music di New York, dove studiò con Dorothy DeLay.
Nel corso della sua grande carriera che lo ha visto protagonista di innumerevoli tour in tutto il mondo, Kennedy ha attirato l’attenzione dei media internazionali e ha tenuto performance pubbliche e private per i Reali britannici ricevendo diversi premi tra cui quello come Outstanding Contribution to British Music e come Male Artist of the Year ai Brit Awards.
La discografia di Kennedy è vasta e pluripremiata. Il Concerto per violino di Elgar fu il suo primo album concertistico a riscuotere ampio successo: nel 1985 venne nominato Album dell’Anno dalla rivista Gramophone ed eletto Migliore Album di Musica Classica dell’Anno ai BPI Awards, vendendo più di 300.000 copie. La svolta arrivò con la registrazione delle Quattro stagioni di Vivaldi, che gli fruttò un posto nel Guinness dei primati come opera classica più venduta di tutti i tempi.  Dalla sua passione per il jazz scaturì l’album Blue Note Sessions, vincitore di innumerevoli Grammy Award, con l’accompagnamento di un gruppo di titani del jazz. Nel settembre del 2002 Kennedy divenne Direttore Artistico dell’Orchestra da camera polacca, e con quest’ultima riportò alla luce un concerto di musica polacca tardo-romantica da tempo dimenticato, il Concerto n.2  per violino di Emil Mlynarski, e, dopo averlo combinato con il Concerto per violino in la maggiore di Mieczyslaw Karlowicz, lo pubblicò nel 2007 con il titolo Polish Spirit ricevendo numerosi premi in tutto il mondo.
Dopo l’album Bluenote, seguì nel 2009 A Very Nice Album, un excursus nel repertorio non classico, registrato insieme al suo gruppo, The Nigel Kennedy Quintet, composto dal violinista e da quattro fra i musicisti più dinamici sulla scena jazz polacca. È invece del 2010 il suo ultimo disco con il Nigel Kennedy Quintet dal titolo SHHH!. Di recente il violinista ha fondato l’Orchestra of Life composta da giovani e vibranti musicisti , perlopiù polacchi, che, partendo da una formazione classica sanno adattarsi perfettamente all’eclettismo stilistico di Kennedy.

Foto http://www.nga.ch: Nigel Kennedy con la sua band
 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »