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“No sé si…”: Marta Carrasco al Teatro di Rifredi Spettacoli

Gioco e libertà sono i cardini fondamentali intorno ai quali ruota lo spettacolo No sé si…, per la prima volta in Italia e in esclusiva al Teatro di Rifredi di Firenze. Un appuntamento internazionale da non perdere con la danzatrice e coreografa catalana Marta Carrasco, una delle figure più rappresentative della danza/teatro contemporaneo. Tra le riflessioni che l’artista ha lasciato come presentazione di sé sulle pagine del suo sito web ce n'è una che parte dalla consapevolezza di essere tutti esseri imperfetti, a volte non apprezzati per quello che siamo sopratutto dai noi stessi; Marta afferma, invece, che è proprio la nostra totale “imperfezione” a renderci “adorabili”. In scena con lei quello che da un po’ è diventato il suo compagno di viaggio, colui che già nel suo ultimo lavoro (Dies Irae di Mozart) ha condiviso con lei la scena e le emozioni che essa produce: l’esuberante Alberto Velasco.

La storia è quella di due sorelle gemelle, le quali riscoprono il valore del gioco e del divertimento, non importa se una pesa 120 kili e l’altra solo 56, la leggiadria con la quale vivono la loro libertà prevale sulla loro prestanza fisica. Si tratta di uno spettacolo intimo e minimalista, volto a colpire direttamente al cuore, un’operazione di grande intensità visiva e vivacità di immagini. Marta Carrasco parte dalle parole che Schiller pronunciò 200 anni fa: «L'essere umano è tale solo quando gioca, l'essere umano gioca solo quando è libero». Attraverso un percorso ludico e senza freni per dare libero sfogo al proprio sé, le due sorelle si soffermano sul tema dell'infanzia, dell'amore e della morte.

Dalle note di scena si evince quasi una dichiarazione di intenti, non tanto per lo spettacolo in sé, quanto per la vita: «Noi siamo sorelle gemelle non identiche per tutta la vita. Più sorelle che amiche? Più amiche che sorelle? Che cosa stai cercando, sorella mia? Amore, morte, redenzione, vendetta, reinterpretazione, metafora? Che cosa stai cercando, sorella mia? Io, in realtà, non lo so davvero. Non so se dovrei amare. Non so se dovrei odiare. Non so se confondermi, voglio confondermi. Non so se confondo il mondo e le persone che lo abitano. Oppure, se è il mondo che mi confonde. Forse la più grande magia sarebbe giocare. La prospettiva giocosa. Andiamo a cercare questo. Sorella, le luci si spengono. Rischiamo tutto. Solo una cosa, un segreto, prima di iniziare…». In scena al Teatro di Rifredi venerdì 2 e sabato 3 novembre.

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