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No Tav. 3mila firme per fermare il tunnel Cronaca

Una settantina di attivisti No Tav di Firenze hanno consegnato in Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Giunta regionale, più di tremila firme che si oppongono all'edificazione della stazione Foster e allo scavo dei due tunnel dell'Alta Velocità fiorentina. Firme che si configurano, fanno sapere dal Comitato Notunneltav, come un «appello al buon senso» che dovrebbe, nella visione del Comitato, «indurre la politica a fermare i lavori».

Striscione di 35 metri – Gli aderenti all'iniziativa No Tav hanno sfilato da via Cavour, dove vi sono le sedi di Provincia, Prefettura e Consiglio Regionale, fino a piazza Duomo. Qui hanno aggirato la cattedrale per giungere al suo apside, di fronte al quale vi è la sede della Giunta regionale e dove è avvenuta la consegna delle firme agli uffici competenti. Curioso e di forte impatto lo striscione di circa 35 metri portato avanti dal corteo, sul quale sono stati affissi molti moduli impiegati per la raccolta delle firme.

Cardosi: “Opacità sull'intero progetto” – Tiziano Cardosi, notunneltav della prima ora, parla di una «grave e preoccupante opacità sull'intero progetto». Secondo l'attivista «è significativo che la consegna delle nostre firme per il buon senso sia avvenuta a pochi giorni dalla notizia della corrispondenza fra RFI e Nodavia che attesta una aumento dei costi di 200 milioni di euro. Alla faccia del cantiere di cristallo di cui parlavano i politici».

Ferrovie si compra Santa Barbara? – Non solo. La consegna delle firme è avvenuta anche nello stesso giorno in cui in Consiglio regionale è stata discussa e bocciata la mozione a firma di Mauro Romanelli (Gruppo Misto), con la quale si è chiesto – ancora una volta – il completo arresto dei lavori. «Naturalmente non siamo ottimisti – spiega Cardosi – ma le Ferrovie cercano una sistematica deregolamentazione sui trattamenti delle terre scavate. Per quanto ne so posso dire che da un'audizione in Provincia è venuto fuori che nelle loro intenzioni c'è l'idea di comprare il sito di Santa Barbara (dove dovrebbero finire le di scavo qualora non fossero classificate come rifiuti) e farne una discarica. E intanto Quattrocchi sta indagando sullo smaltimento degli scavi per la stazione Foster, in quanto avrebbero portato dei materiali contaminati da bentonite vicino a scarperia e la zona sarebbe stata sequestrata».

La mozione Romanelli – Con il voto contrario di Pd, PdL e Udc, l’astensione di Idv e del consigliere del Gruppo Misto Pieraldo Ciucchi, il Consiglio ha respinto il testo presentato da Romanelli. A favore hanno votato Lega Nord Toscana, FdS/Verdi e il consigliere del Gruppo Misto Dario Locci. L'intento del testo era quello di impegnare la Giunta ad attivarsi «presso il governo nazionale e Ferrovie dello Stato per chiedere: “dove, con quali modalità e con quali costi, saranno conferite le terre di scavo”; “procedere ad una nuova valutazione del rischio sismico”; “riconsiderare l’effettiva utilità dell’opera”». Per ciò che riguarda l'astensione dell'Idv, c'è da ricordare che il capogruppo Marta Gazzarri aveva chiesto il rinvio della mozione in commissione per “opportuni approfondimenti”. Quindi, in dichiarazione di voto, ha manifestato l’astensione del gruppo «a dimostrazione che condividiamo la preoccupazione sulle terre da scavo» e confermando la “ferma convinzione per il completamento delle opere. 

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