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Nominata una commissione per la riorganizzazione delle Province toscane Politica

Dopo l’approvazione del decreto del Governo sulla spending review, in Toscana c’è grande fermento circa la questione della soppressione delle Province. A Prato si teme che l’accorpamento nell’Area Vasta con Pistoia, Lucca e Massa Carrara proposta dal presidente Rossi possa svantaggiare la città, che rischierebbe di non essere capoluogo di Provincia. Peggio ancora sarebbe, nell’ottica dell’opposizione pratese, l’ipotesi di un ritorno di Prato “sotto Firenze”. Anche altri presidenti di Provincia hanno criticato alcune dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, circa la riorganizzazione delle Province in tre grandi Aree Vaste. Il Governatore si è difeso, però, spiegando che non rientra nelle sue prerogative la decisione di riformare le Province, ma che quella che ha avanzato è solo un’ipotesi di riorganizzazione delle stesse in Aree Vaste. A quanti lo hanno criticato, Rossi ha risposto: «Che ne facciano una loro: mi sembra che non siano stati in grado di farne una convincente prima della legge del Governo e mi pare che anche ora non avanzino molte proposte». Amareggiato, il presidente della Regione ha concluso chiedendo a quanti lo hanno criticato di avanzare le loro proposte. Anche l’assessore regionale alle Rifome, Riccardo Nencini, ha difeso il Governatore spiegando che l’idea delle Aree Vaste era già stata avanzata ai tempi in cui presidente della Regione era Vannino Chiti. « Più delle polemiche – ha dichiarato Nencini – serve un’azione corale che porti il Governo a rileggere la norma nel decreto legge autunnale». «Ricordo – ha proseguito– che la Regione Toscana si è mossa per prima in Italia sul fronte della riforma istituzionale». Se i presidenti di Provincia si fossero mossi prima del decreto del Governo, ha concluso, non vi sarebbero state critiche ma un progetto ben definito da avanzare all’Esecutivo. Per definire questo progetto, è stata intanto nominata dal Consiglio regionale toscano una commissione composta da 16 membri. Di questi, 8 saranno componenti della stessa assemblea legislativa toscana (il presidente ed un rappresentante di ciascun gruppo consiliare), mentre gli altri 8 membri sono stati nominati dal Consiglio delle Autonomie locali. Si tratta di Alessandro Cosimi (sindaco di Livorno e presidente dell’Anci), Maurizio Bettazzi (presidente del Consiglio comunale di Prato), Lidia Bai (sindaco di Massa Marittima), Oreste Giurlani (sindaco di Fabbriche di Vallico), Andrea Pieroni (presidente della Provincia di Pisa e presidente dell’Upi Toscana), Andrea Barducci (presidente della Provincia di Firenze) e Simone Bezzini (presidente della Provincia di Siena).La commissione dovrà definire un programma di riordino della autonomie locali toscane da presentare al Governo. «Sono felice di far parte di questo gruppo di lavoro e sono sicuro che sarà un organo importante per trovare le migliori soluzioni in questo delicato momento di cambiamento», ha dichiarato Andrea Barducci. Cosimi, invece, è tornato a gettare acqua sul fuoco circa la questione di quale città, fra Pisa e Livorno, potrebbe essere capoluogo di un’eventuale Area Vasta comprensiva delle due attuali Province. «Se esiste una norma che dice che, a seguito degli accorpamenti, il capoluogo delle nuove province é quello più popoloso, si seguirà la norma», ha dichiarato tornando a proporre la candidatura di Livorno come capoluogo.

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