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Nominati o incaricati e pensionati: quanti sono in Regione? Politica

Firenze – Il capogruppo FI in Consiglio regionale, Stefano Mugnai chiede alla Giunta: «Voglio l’elenco nominativo e gli esiti sulle verifiche di incompatibilità». L’iniziativa del Mugnai a seguito del caso Asl 12 «Ricognizione in Giunta, Consiglio e atti del Presidente dal giugno 2014 in qua»

Ma quanti sono, ad oggi, incaricati e nominati all’interno della Regione Toscana che sono però pensionati e dunque incompatibili rispetto alla normativa vigente? Anzi: quanti sono, tutti quanti? E quali gli esiti delle verifiche sulla loro posizione di compatibilità o meno rispetto all’incarico o alla nomina? Lo domanda, attraverso un’interrogazione, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai che alla Giunta regionale chiede “l’elenco nominativo degli incarichi e delle nomine effettuate dal 24 giugno 2014  dal Presidente, della Giunta e dal Consiglio, con l’indicazione per ciascuno dei nominativi degli esiti della verifica compiuta circa l’insussistenza delle cause di incompatibilità di cui in premessa”. L’interrogazione è a risposta scritta e quindi il gruppo FI passa la palla alla Giunta perchè fornisca la documentazione.

“Proprio in premessa risiede la spiegazione del perché Mugnai si interessa proprio da quella data lì: il punto è che – spiega la nota del gruppo consiliare -, si legge nell’atto, il 25 giugno 2014 è entrato in vigore il decreto legge 90 del 2014 che introduce, scrive Mugnai «nuove disposizioni in materia di “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”, modificando la disciplina […] e prevedendo alcuni nuovi divieti». Tra questi, quello di attribuire incarichi o conferire nomine a soggetti collocati in quiescenza, ovvero pensionati. L’intenzione del legislatore, spiega Mugnai, è quella di «evitare che il conferimento di alcuni tipi di incarico sia utilizzato dalle amministrazioni pubbliche per continuare ad avvalersi di dipendenti collocati in quiescenza o, comunque, per attribuire a soggetti in quiescenza rilevanti responsabilità nelle amministrazioni stesse, aggirando di fatto lo stesso istituto della quiescenza e impedendo che gli incarichi di vertice siano occupati da dipendenti più giovani. Le nuove disposizioni sono espressive di un indirizzo di politica legislativa volto ad agevolare il ricambio e il ringiovanimento del personale nelle pubbliche amministrazioni”.

“Il mese scorso – rilleva la nota – era stato il collegio sindacale dei revisori della Asl 12 a sollevare il caso – fino a portarlo all’attenzione della Corte dei Conti – contestando su questa base la nomina a vicecommissario della Asl 12 Versilia di Brunero Baldacchini, ex direttore generale di quella stessa azienda sanitaria. Su quella nomina particolare già giace presso gli uffici della Regione un’interrogazione del capogruppo azzurro che ora, però, vuole andare più a fondo sulla questione per capire se esista una condotta ripetuta ed eventualmente in che misura”.

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