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“Non solo per amore” in memoria di Francesca Morvillo Cultura

Firenze – Il Teatro del Maggio, in occasione del trentesimo anniversario della strage di Capaci nel quale persero la vita il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e la scorta, ha deciso di ricordare la figura della magistrata uccisa dalla mafia a fianco del marito, con la presentazione del volume “Non solo per amore”, edito da Treccani in sua memoria.

All’incontro nel foyer di galleria della Sala Grande del Teatro del Maggio, venerdì 17 giugno alle ore 17.30, intervengono Margherita Cassano, presidente aggiunto della Corte di Cassazione e Valdo Spini, vice presidente del Consiglio d’Indirizzo del Maggio il quale porterà il saluto istituzionale. Partecipano come relatori, la storica Anna Scatigno, lo storico Raffaele Romanelli e il magistrato Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze.

Saranno presenti le curatrici Cetta Brancato, scrittrice, Giovanna Fiume e Paola Maggio, docenti universitarie e scrittrici. Coordina la giornalista Olga Mugnaini.

Durante la presentazione verrà eseguito il brano “Poiché io andai” tratto dalla composizione “Canto per Francesca” di Cetta Brancato su musica del compositore Marco Betta, attuale sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo. Letture di Marina Mior, artista del Coro del Maggio, e al violoncello Simao Alcoforado-Barreira, primo violoncello dell’Orchestra del Maggio.

Chi era Francesca Morvillo?

L’immagine di Francesca Morvillo ha faticato a uscire dal cono d’ombra dove l’hanno posta l’indubbia grandezza della figura di suo marito Giovanni Falcone, la tragica abnegazione degli uomini della scorta e, infine, il peso politico della strage di Capaci del 23 maggio 1992. Il volume “Non solo per amore”, che viene presentato al Maggio, in profondo ossequio alla sua figura umana e professionale e nel recente ricordo del trentennale della strage, offre una ricostruzione corale di amici, colleghi e studiosi e vuole rendere giustizia alla sottovalutazione dell’unica magistrata vittima della violenza mafiosa, ricomponendone il profilo frammentato dai cento ricordi.

Questo lavoro a più voci, che ricostruisce fasi e momenti diversi della sua vita, offre una luce nuova e inedita su questa giurista, tra le prime donne magistrato siciliane, sulla sua cultura, sulla sua conoscenza profonda e raffinata del diritto e della procedura penale, ma anche sulla sua grande umanità e generosità, sulla sua gentile riservatezza, sulla forza della sua personalità che ne ha fatto un vero modello di giudice per le giovani e i giovani che si avviavano allora e che si avviano oggi alla professione di magistrato. Grazie alle parole di amici e colleghi il libro ripercorre la vita di Francesca Morvillo dagli anni della scuola e dell’università ai periodi più significativi in magistratura, nel ruolo amato di magistrato minorile e in quello di giudice presso la Corte di Appello di Palermo. Sino agli ultimi giorni che la videro impegnata come componente della commissione per gli esami da magistrato e alla tragedia di trent’anni fa. Ancora una volta accanto a Giovanni Falcone, l’uomo che tanto amava, riamata, e che con orgoglio ne apprezzava, tra le tante qualità, il grande valore professionale.

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