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La festa ha travolto la città Cronaca

Oggi è il giorno delle considerazioni, dei bilanci, dei dati, dei numeri più o meno contestati. Ma ieri sera Firenze si è riversata nelle piazze  e nelle strade, ha cantato, ha bevuto, ha ballato fino all'alba. In un'atmosfera frenetica dove musiche di tutti i generi si intrecciavano da una piazza all'altra, da una strada all'altra, da un canto all'altro, la città si è svegliata in una magica atmosfera che ha visto bambini, giovani, adulti anziani riempire il cuore di Firenze riconquistando la notte. Tanti i gruppi che hanno attirato turisti e fiorentini, dai più tradizionali di musica popolare, al funky di piazza della Repubblica, al delizioso gruppo del loggiato del Porcellino, al trascinante trio di Barcellona in piazza Strozzi, in un crescendo che passava da Edoardo Bennato in piazza Poggi via via fino alla musica classica del Duomo e di Zubin Mehta, sublime maestro vestito di bianco come imponeva la regola messa dagli organizzatori. Anche il sindaco che è andato a stringere la mano al cardinale Betori era vestito di bianco E sulle note di questa follìa musicale che si sovrapponeva, si strattonava, cercava spazio, la folla ondeggiante e colorata che scappava di qua, rotolava di là, si fermava a ballare, a cantare e a guardare.

Una Notte Bianca, se possibile, ancora più intensa delle Notti passate. Perchè? Forse perchè quest'anno oltre a festeggiare si voleva dimenticare. Scacciare con la musica e con l'allegria quel tarlo, quell'angoscia, dimenticare quella crisi che travolge famiglie e esistenze. E allora, fiesta. Grande successo anche della maratona.

Fiesta. Anche se dovesse essere l'ultimo ballo del Titanic, come mi diceva l'anziana coppia di pensionati che ha dovuto riprendere in casa il figlio e la nuora senza lavoro. O i due ragazzi laureati in lettere che dopodomani se ne vanno in Germania, a Berlino, per cercare lavoro. "Qui nessuno ci vuole. Ma questa sera è festa". Fiesta. Bambini sguazzanti nella pozza d'acqua sporca che ha lasciato dietro di sè un dispettoso ultimo giorno di aprile. Un disgraziato dagli occhi spenti che chiede l'elemosina approfittando del gruppo che suona. Inglesine esangui che danzano la tarantella (Pittoresco!…) sotto gli occhi di fiorentini che ne avrebbero anche loro una grandissima voglia ma che, col sopracciglio alzato, si limitano a guardare. Oggi è il giorno dei bilanci e dei numeri, della conta delle cose andate storte, di quanti si sono sentiti male e di chi ha solo bevuto troppo. Ma ieri sera era  solo … fiesta.

Foto di Simone Dicosta

Firenze, via Strozzi
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Palazzo Strozzi
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Piazza Pitti
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Piazza San Firenze
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Piazza di Parte Guelfa
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