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Novità agli Uffizi: Sale della Niobe, Vasari, Allori e secondo ‘500 Cultura

La Sala, che è detta della Niobe in quanto ospita  l’imponente gruppo scultoreo in marmo delle Niobidi, statue di notevole peso (2mila-3mila chilogrammi), aveva manifestato un avvallamento del pavimento. La sala (che misura 29×9 metri, per un totale di 260 metri quadrati circa) era stata chiusa nel maggio del 2011 e sottoposta a una serie di indagini, necessarie per gli eventi traumatici che l’avevano coinvolta in qualche modo durante il secolo trascorso, e tra questi i bombardamenti del ’44, e l’attentato ai Georgofili.
Folto e partecipe il pubblico che ha potuto assistere  alla cerimonia: anche sotto l’aspetto logistico, infatti, la riapertura di questo elegante spazio ha fornito l’occasione per “restituire” ai visitatori una delle sale più suggestive dell’intero percorso museale.
E' giusto ricordare che la proficua sinergia tra le due soprintendenze fiorentine in soli 12 mesi ha reso possibile l’aumento del 27% della superficie museale della Galleria (oltre 1800 metri quadrati in più) attraverso l’inaugurazione delle cosiddette Sale Blu (pittori stranieri), delle Sale Rosse (pittura fiorentina del ‘500) e, da ieri, assieme alla accogliente Sala lorenese, tutta stucchi dorati, anche le due nuove sale affrescate da Luigi Ademollo, che andranno a integrarsi nel percorso dedicato alla pittura fiorentina del XVI secolo. La prima sala ospita infatti i dipinti di Vasari e Allori, mentre nella seconda sono esposte opere di artisti del secondo ‘500 fiorentino, alcuni dei quali attivi nello Studiolo di Francesco I de’ Medici. In tutto si tratta di 32 opere (di cui sette provenienti dal deposito della Galleria) che da oggi trovano nuova collocazione nel percorso museale. 
Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi, ha parlato degli appuntamenti futuri: “Mentre all’ultimo piano della Galleria si sono riaperte le porte della Sala di Niobe, al piano sottostante la pittura del Cinquecento fiorentino completa il suo percorso nel tratto inaugurato a metà giugno di quest’anno 2012, che aveva lasciato vuote due stanze intermedie, affrescate da Luigi Ademollo (nella foto un particolare). È una sistemazione che prelude ad altre consimili, del pari concepite per favorire approcci differenti alle collezioni del museo. Nella serie di sale che si dispongono in successione serrata, costeggiando appunto il piazzale, saranno collocate le creazioni ambìte da quei visitatori che hanno scelto d’entrare in Galleria avvalendosi di ciceroni sbrigativi. Da quell’itinerario rettilineo si dischiuderanno però, di tanto in tanto, deviazioni, grazie alle quali si potrà accedere a sale egualmente ricche di tavole e tele d’altissimo tenore, ma non glorificate dall’industria culturale. Ecco, le stanze che si sono inaugurate, sono parte di quest’ultime: Vasari, Allori e i pittori di secondo Cinquecento – fra cui alcuni di quelli che lavorarono allo Studiolo di Francesco I – non rientrano certo fra gli artisti per cui si traversano gli oceani; non di meno un osservatore attento avrà modo, e vorrà, di conoscere la poesia sottesa alla loro espressione”. (PB)

 

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