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Nozze Gay in Provincia: scontro tra Consiglieri Politica

Dopo la  dura presa di posizione  dell’ex Sottosegretario di Stato alla Difesa e Presidente Toscano Udc, Sen. Francesco Bosi,  e del Capo Gruppo della Lega Nord in Provincia, Mario Cordone, entrambi contrari alla scelta del Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci,di solennizzare istituzionalmente la scelta del Consigliere dell’Idv di pubblicizzare le sue nozze in Olanda con il compagno di vita Juanito Giovanni Berrittella, ora si è passati allo scontro tra più Consiglieri, e di vari schieramenti, a difesa di Barducci contro Cordone. Tutto nasce, secondo loro, dalla dichiarazione di Cordone, bollata come un “linguaggio rozzo e omofobo". Praticamente i Consiglieri della Commissione Politiche sociali della Provincia – composta da  Maurizio Cei, Presidente, Alessandra Fiorentini, Caterina Conti, Loretta Lazzeri, Sara Biagiotti, Adamo Azzarello, Sandro Bartaloni, Silvia Melani de Pd, Sabatino Clementini dell’Idv, Massimo Lensi del Pdl, Andrea Calò di Rifondazione Comunista – ieri hanno diffuso una nota ufficiale contro Cordone: “La Commissione Politiche sociali della Provincia di Firenze – si legge nella mota – ha appreso, esterrefatta, le dichiarazioni gravemente offensive del rappresentante provinciale della Lega Nord in riferimento alla decisione della Provincia di Firenze di consegnare il 'riconoscimento di legame affettivo' al consigliere provinciale dell'Idv Alessandro Cresci, in seguito al matrimonio celebrato ad Oslo con il suo compagno. Con un linguaggio rozzo e omofobo la Lega Nord rivela il suo disprezzo per i diritti, le libertà e la pari dignità delle persone. La Commissione Politiche sociali della Provincia di Firenze esprime apprezzamento per l'iniziativa dell'Amministrazione Provinciale dichiarando la propria solidarietà al consigliere Alessandro Cresci”. 

Pronta la replica del Capo Gruppo della Lega Nord, Mario Cordone: “In riferimento alla dichiarazione della Commissione ‘Politiche sociali’ della Provincia di Firenze, votata all'unanimità, a firma tra gli altri del Presidente della stessa commissione Maurizio Cei (PD) e del Consigliere del PDL Massimo Lensi, su un mio intervento che contesta l'iniziativa del Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci di rendere manifesta all'Opinione pubblica la consegna di un ‘Riconoscimento di legame affettivo’, al Consigliere provinciale e Capogruppo dell' Italia dei Valori Alessandro Cresci ed al suo compagno, chiedo al PDL locale se si riconosca in quel documento firmato anche da un suo consigliere e chiedo se i cattolici si riconoscano nelle posizioni espresse nella suddetta dichiarazione, dal Consigliere Maurizio Cei, cattolico del Partito Democratico. Premesso che il mio intervento si è aperto rispettoso in ogni caso del Capogruppo dell'IDV Alessandro Cresci , la mie idee in merito sono molto chiare e non rappresentano una posizione ipocrita, finalizzata a raccogliere un pugno di voti”.

Il “Riconoscimento del legame affettivo”  è un riconoscimento simbolico che la Provincia di Firenze ha voluto consegnare con la speranza che anche in Italia si possa aprire una strada per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali.  Oggi presso la sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze, i due sposi saranno protagonisti di una cerimonia con la traduzione in italiano di quanto pronunciato nel corso della cerimonia nunziale norvegese.

Questo riconoscimento di legame affettivo ha naturalmente, e vorrei dire purtroppo, un valore simbolico ha detto il Presidente Barducci quando ha ricevuto i due sposini lo scorso 25 settembre – ma vuole essere anche e soprattutto un’azione di civiltà. Purtroppo l’Italia è ancora molto indietro rispetto ai diritti delle coppie omosessuali. Per dare voce alle tante persone che chiedono un impegno vero delle istituzioni, della società civile e della politica su questi temi – ha aggiunto– la Giunta provinciale ha approvato un atto d’indirizzo sul contrasto alla discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere Chiederemo al Parlamento un cambio di passo per l'estensione del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso e aderiremo a stretto giro alla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminatorie per orientamento sessuale”.

Sicuramente la vicenda non si conclude oggi, in quanto probabilmente se ne riparlerà, e chissà con quali toni, durante la prossima seduta del Consiglio Comunale.

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