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Nuova frattura nel Pd sul Forteto, Bambagioni finisce nel mirino Cronaca, Opinion leader

Firenze – Nuovo terremoto nel Pd, questa volta il casus belli è rappresentato dalla relazione finale della commissione regionale d’inchiesta sul Forteto, sottoscritta, come dichiara il presidente in quota Pd Paolo Bambagioni, “all’unanimità”. Unanimità che però va di traverso al Pd fiorentino. Infatti secondo molti, la relazione finale che si abbatte contro magistratura, cooperative, media, alla fine (“responsabilità ideologiche”) si risolve in un vero e proprio attacco frontale al Pd.

Insomma, si tratterebbe, pensano in molti, di un passo falso che viene compiuto proprio in un momento, all’indomani di amministrative che hanno visto il Pd “prenderle” un po’ in tutta la Toscana, in cui il partito sta compiendo un grosso sforzo di riflessione interna per cercare di riafferrare il bandolo della matassa. La questione, spiegano dal partito, è che “l’inchiesta” della commissione non è in buona parte che una ricerca di articoli di giornale noti da almeno tre anni, ma soprattutto che la vicenda non viene articolata mettendo in luce le diversità di posizioni che pure ci furono, ma è studiata come una sorta di attacco indiscriminato in cui la stessa verità, come spesso succede, è seppellita.

Tant’è vero che qualcuno mette l’accento proprio sul fatto che, se ciò rientra nel classico e legittimo gioco politico dell’opposizione, non sarebbe però concepibile che venga “retto e sottoscritto” proprio dal principale bersaglio di questo assalto. Vale a dire, il Pd. Un passo falso dunque e la caccia al colpevole è già partita.

Se almeno il “protagonista” è noto e non ha esitato a metterci la faccia, e si sta parlando ovviamente di Paolo Bambagioni, sotto tiro anche chi ha lasciato che la relazione portasse la firma del Pd, senza muovere dito: si sta parlando di Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale. Parrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, che Marras si sia fidato di Bambagioni, sulla scorta di una riunione tenuta poco prima, senza leggere con attenzione la relazione. Così, di fatto non avrebbe preso visione né dell’attacco al partito, né dell’impostazione “tutti sapevano, nessuno ha fatto nulla” che sta alla base del documento, e che rende così “pimpanti” le opposizioni, sia di sinistra ma in particolare il centrodestra, che su questa storia ha molto lavorato mettendo sempre in primo piano le responsabilità del centrosinistra.

Non solo. Anche il M5S mette il cappello sulla questione. D’altro canto Marras non è certo in questo momento in grado di esibire una posizione forte, nel partito, dal momento che la Maremma deve ancora metabolizzare almeno la perdita di Grosseto. Ma chi si trova nell’occhio del ciclone è lui, Paolo Bambagioni, su cui qualcosa, pur in assenza di dichiarazioni ufficiali, trapela circa l’enorme “tempesta di fango” cui, dicono a voce neanche tanto bassa amorevoli compagni, ha esposto l’intero partito.

Una tempesta, si apprende, annunciata, dal momento che lo stesso Bambagioni sarebbe stato responsabile di alcune decisioni mal digerite, soprattutto dalla potentissima assessora alla sanità Stefania Saccardi, come, ad esempio, far andare sotto il Pd in commissione sanità non votando secondo le indicazioni del gruppo. Forse la posizione potrebbe preparare una sua (da qualcuno data per inevitabile vista la sua politica definita perlomeno “autonoma”) uscita dal Pd? Chissà. Intanto, lunedì prossimo, riunione di gruppo per decidere il da farsi, mentre nell’aria ci potrebbe anche essere un intervento da parte del leader maximo Matteo Renzi o da qualcuno sempre dell’ambito romano. Intanto, la commissione richiede il commissariamento della cooperativa e si rivolge al Parlamento con un invito a “riconsiderare la possibilità di istituire una commissione di inchiesta parlamentare su quanto avvenuto nella comunità”.

 

 

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