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Legge Erp: confusione nei requisiti della fedina penale Breaking news, Cronaca

Firenze – Oggi, giovedì 24 gennaio 2019, entra in vigore la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. “Una legge – spiega l’assessore Ceccarelli – che parte dalla precedente lr 41/2015, modificandola con l’obiettivo di garantire più equità, una maggiore efficienza del sistema di governance dell’edilizia pubblica e maggiore autonomia per i Comuni, senza gravare sugli inquilini evitando l’aumento dei canoni di locazione”.

Però ….  “un baco” sembra proprio che possa sollevare un dubbio quantomai pesante proprio su uno dei punti più controversi della legge stessa. Il “baco” riguarda la stesura dell’art. 8 del nuovo testo, che titola “Requisiti per gli accessi agli alloggi”. Ebbene, al secondo capoverso si legge: “I requisiti sono dichiarati nella domanda e devono essere posseduti dal nucleo familiare dalla data di pubblicazione del bando al momento dell’assegnazione dell’alloggio, fatta eccezione per quelli all’allegato A , paragrafo 2, lettere a) e b), che sono soddisfatti dal soggetto richiedente”. 

Si tratta dei requisiti che devono essere posseduti dal richiedente l’ammissione al bando di concorso, e sono, precisamente, residenza e cittadinanza. Per fare un esempio, se il richiedente è sposato con una donna che non ha la residenza, può ugualmente accedere al bando. Il problema è che, nei requisiti necessari per il solo richiedente, non è stata introdotta la lettera b-bis, vale a dire quella che prevede il requisito dell’ “assenza di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a 5 anni ovvero avvenuta esecuzione della relativa pena”.

Perciò, svista o altro che sia, l’interpretazione dell’attuale testo in vigore non lascia dubbi; non inserendo anche la lettera b-bis) nei requisiti “individuali” necessari al richiedente, l’assenza della condanna penale deve sussistere per tutti i membri del nucleo famigliare. Per tornare al nostro esempio, il richiedente sposato con una donna che ha subito la condanna di cui alla lettera b-bis) dell’allegato A, non ha diritto ad accedere al bando Erp. Perché non soddisfa i requisiti. Se richiamiamo alla mente le perplessità che suscitò la norma, in quanto l’esclusione dai richiedenti a causa della condanna penale passata in giudicato con pena detentiva non inferiore i 5 anni sembrò a molti che penalizzasse proprio quelle persone che invece avrebbero più necessità di rimettere a posto la loro esistenza partendo da un tetto sotto cui ricominciare, si può ben immaginare quali possano essere i dubbi sollevati da questa “svista”, o forse sbaglio che dir si voglia.

“Siamo sicuri che si tratti di una redazione sbagliata del testo – commenta la segretaria del Sunia regionale Laura Grandi, interpellata da Stamptoscana sulla questione – in quanto non rispondente allo spirito con cui è stata condotta la scrittura della legge. A meno che la Regione Toscana abbia una sua interpretazione sul punto, ad ora la legge sembra proprio significare che la condanna penale di un qualsiasi membro del nucleo familiare porti all’esclusione dal bando”.

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